Cronaca - 19 settembre 2026, 10:26

Stresa, falsi atti comunali nelle pratiche edilizie: condannato un architetto

L’indagine dei carabinieri della polizia giudiziaria ha accertato l’uso di documenti con firme digitali non autentiche. Contestato il falso materiale in atto pubblico e quantificati circa 30mila euro di importi illecitamente ottenuti

Stresa, falsi atti comunali nelle pratiche edilizie: condannato un architetto

Intervento dei carabinieri della sezione polizia giudiziaria presso la Procura di Verbania in merito al contrasto agli illeciti in materia edilizia. 

L’indagine ha riguardato un professionista, titolare di uno studio di architettura nel capoluogo lombardo, operante attivamente nel territorio del Verbano, con particolare riferimento all’area di Stresa, per conto di una committenza prevalentemente di origine esteuropea. L’attività investigativa ha tratto origine a seguito della segnalazione di presunte anomalie riscontrate nell’ambito di diverse pratiche edilizie, relative a immobili situati nel comune di Stresa.

I successivi accertamenti condotti dai militari hanno consentito di appurare l’esistenza e l’utilizzo di documentazione apparentemente proveniente dagli uffici comunali stresiani, ma risultata, all’esito delle verifiche, non autentica. Nel dettaglio, l’attenzione degli investigatori si è concentrata su atti riportanti firme digitali apparentemente riconducibili a funzionari pubblici, rivelatesi in seguito non genuine.

I militari della sezione di polizia giudiziaria hanno proceduto all’analisi di una consistente mole di documentazione amministrativa e edilizia, all’acquisizione di atti presso vari enti pubblici e all’effettuazione di mirate perquisizioni e sequestri, permettendo di ricostruire una rete di rapporti professionali e amministrativi sviluppatisi nell’arco di diversi anni.

Particolare rilievo ha assunto l’attività di informatica forense.

L’esame tecnico dei dispositivi informatici e telefonici sequestrati nel corso delle indagini ha consentito di ricostruire la precisa cronologia di alcuni documenti digitali, fornendo elementi probatori determinanti per la ricostruzione dei fatti e per la certificazione della non autenticità dei file esaminati. L’attività investigativa ha portato alla contestazione del reato di falso materiale commesso da privato in atto pubblico, nonché a quantificare in circa 30.000 euro gli importi illecitamente ottenuti, oltre ai danni derivati dal ritardo nell’ottenere le autorizzazioni per le varianti e nell’esecuzione dei lavori già pagati con parcelle, per i quali i committenti hanno richiesto al professionista una elevata somma risarcitoria in sede civilistica. Il procedimento penale è stato definito mediante l’applicazione della pena su richiesta delle parti (patteggiamento). L’iter giudiziario si è concluso con l’irrogazione di una pena pari a 6 mesi di reclusione, con beneficio della pena sospesa, per i reati summenzionati.

Comunicato Stampa Carabinieri

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A SETTEMBRE?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
SU