Confine - 18 settembre 2026, 18:05

Frontalieri, Barbazza scrive al Governo: "Difendere le risorse destinate ai comuni di confine"

Il sindaco di Malesco chiede l’integrale trasferimento delle somme spettanti ai territori e un confronto immediato con le istituzioni

Frontalieri, Barbazza scrive al Governo: "Difendere le risorse destinate ai comuni di confine"

Si torna a parlare di frontalieri e, in particolare, della difesa delle risorse spettanti ai comuni di confine derivanti dal lavoro dei frontalieri. Sul tema è intervento Enrico Barbazza, sindaco di Malesco, che ha inviato una lettera al presidente del Consiglio dei Ministri, al ministro dell’economia e delle finanze, al ministro dell’interno e ai parlamentari delle regioni di confine. Di seguito le sue parole.

“Egregi Signori,

scrivo nella mia qualità di sindaco di un comune di frontiera, facendomi interprete della forte preoccupazione che in queste settimane attraversa le nostre comunità. Il tema riguarda le risorse finanziarie derivanti dal lavoro dei cittadini frontalieri e destinate, secondo gli accordi e le disposizioni vigenti, ai comuni e ai territori di confine. Non stiamo parlando di una concessione discrezionale, né di un beneficio che i territori chiedono per sé. Stiamo parlando di risorse legate a un fenomeno economico e sociale che coinvolge quotidianamente migliaia di lavoratori, le loro famiglie e i comuni che ne sostengono concretamente gli effetti.

I comuni di frontiera svolgono ogni giorno un ruolo fondamentale: garantiscono servizi, viabilità, sicurezza, manutenzione del territorio, trasporti, infrastrutture e servizi sociali in aree caratterizzate da una particolare mobilità internazionale. Per questo motivo, eventuali decisioni volte a non trasferire integralmente ai territori le somme loro spettanti rischiano di creare una situazione profondamente penalizzante proprio per quelle amministrazioni che, da anni, sostengono concretamente il peso e le opportunità della condizione di frontiera.

Chiediamo pertanto al Governo di rispettare pienamente gli impegni assunti e di garantire ai comuni interessati l’integrale attribuzione delle risorse previste. Non chiediamo privilegi. Chiediamo certezza delle regole, rispetto degli accordi e attenzione verso territori che contribuiscono in modo significativo all’economia nazionale e ai rapporti con i Paesi confinanti.

Ogni euro destinato ai comuni di frontiera viene infatti utilizzato per il territorio e per i cittadini: per migliorare i servizi, rendere più sicure le strade, sostenere le infrastrutture e affrontare le esigenze di comunità che vivono quotidianamente la realtà transfrontaliera. Invitiamo pertanto il Governo ad aprire immediatamente un confronto con i comuni e con le rappresentanze territoriali, affinché venga individuata una soluzione che garantisca il trasferimento integrale delle risorse dovute e impedisca che gli oneri della finanza pubblica ricadano ancora una volta sulle amministrazioni locali.

Come sindaci abbiamo il dovere di difendere gli interessi delle nostre comunità, con responsabilità e senza contrapposizioni istituzionali. Ma proprio per questo non possiamo rimanere in silenzio di fronte al rischio che risorse destinate ai nostri territori vengano ridotte o trattenute.

La frontiera non può essere considerata soltanto come un confine amministrativo quando si tratta di sostenere i territori, per poi diventare una realtà da dimenticare  quando è il momento di riconoscere loro le risorse necessarie. Confidiamo quindi in un intervento concreto e tempestivo del Governo e ribadiamo la disponibilità a un confronto istituzionale serio, trasparente e costruttivo. Le risorse dei frontalieri devono tornare ai territori ai quali sono destinate. È una questione di rispetto, di responsabilità istituzionale e di equità nei confronti delle nostre comunità”.

l.b.

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