Attualità - 11 settembre 2026, 11:00

Eremo di Miazzina, anche il Movimento 5 Stelle al fianco dei lavoratori

"Da mesi segnaliamo le criticità economiche e patrimoniali di Hcs. Servono interventi concreti"

Eremo di Miazzina, anche il Movimento 5 Stelle al fianco dei lavoratori

Anche il gruppo territoriale del Movimento 5 Stelle del Vco interviene in seguito al nuovo incontro tenutosi nei giorni scorsi in Prefettura, dedicato alla crisi in corso all’Eremo di Miazzina, dove i dipendenti rimangono ancora senza stipendi. Di seguito la nota del M5S:

“Anche l'incontro di ieri in Prefettura non ha prodotto risposte concrete per i lavoratori dell'Eremo di Miazzina. Come denunciato dalle organizzazioni sindacali Fp Cgil, Cisl Fp e Fp Uil, l'azienda Health Care Service (Hcs) non ha rispettato l'impegno assunto in Prefettura di saldare gli stipendi arretrati entro il 28 agosto. Per la maggior parte dei dipendenti il ritardo ha ormai raggiunto i tre mesi, con situazioni ancora più gravi, a cui si aggiunge il mancato conguaglio delle dichiarazioni dei redditi. All'incontro di oggi l'amministratore Giuseppe D'Agosta si è presentato insieme al direttore sanitario, portando una lettera sottoscritta da una trentina di dipendenti che esprimevano fiducia nella soluzione della vicenda. Sul piano dei fatti, però, nulla è cambiato. D'Agosta ha confermato di non avere ancora il Durc in regola e non è stato in grado di indicare alcuna data per il pagamento degli stipendi. Nel frattempo l'Asl ha comunicato l'arrivo di nuovi pignoramenti e l'esistenza di un debito che, ad oggi, ammonta a circa 31.000 euro, oltre alla fattura di agosto ancora da saldare. A rendere il quadro ancora più preoccupante è l'esito del sopralluogo della commissione di vigilanza, che ieri ha riscontrato all'interno della struttura una situazione definita "molto critica". Alla luce di questi elementi, le organizzazioni sindacali hanno confermato lo stato di agitazione, ribadendo la gravità della situazione.

Come Gruppo Territoriale del Movimento 5 Stelle Verbania prendiamo atto della lettera firmata da alcuni dipendenti, ma non possiamo non rilevare come una manifestazione di fiducia non sposti di un millimetro la realtà dei fatti: un Durc non regolare, pignoramenti in corso e mesi di stipendi non pagati. Condividiamo pienamente la domanda posta dai sindacati: fino a che punto può dirsi libero e legittimo un rapporto di lavoro fondato su vitto, alloggio e promesse, quando mancano gli stipendi e qualsiasi garanzia economica concreta? Chi sceglie di continuare a fidarsi merita rispetto. Tuttavia non possiamo ignorare che, in molti casi, si tratta di lavoratrici e lavoratori che non dispongono di alternative immediate e che si trovano in una posizione di evidente debolezza nel far valere i propri diritti. Per questo riteniamo che la responsabilità della loro tutela non possa ricadere esclusivamente sui singoli dipendenti o sulle organizzazioni sindacali, ma debba essere assunta fino in fondo dalle istituzioni preposte ai controlli. Da mesi segnaliamo le criticità economiche e patrimoniali di Hcs. Già il 18 maggio scorso il consulente nominato dal Tribunale di Verbania nell'ambito della composizione negoziata della crisi aveva espresso una valutazione negativa sul piano di riequilibrio presentato dalla società. Da allora la situazione non ha fatto che peggiorare: Durc irregolare, nuovi pignoramenti, un debito che cresce mese dopo mese, mentre la struttura continua a operare grazie in larga misura a risorse pubbliche. Di fronte a questo quadro non riteniamo più accettabile una gestione basata su tavoli, rassicurazioni e nuove scadenze che vengono regolarmente disattese.

Con il supporto dei nostri consiglieri regionali chiediamo con forza ad Asl e regione Piemonte di uscire da un atteggiamento che, ad oggi, appare di sostanziale attendismo. Continuare ad affidarsi alle parole di un gestore che ha già dimostrato più volte di non essere in grado di rispettare gli impegni assunti significa scaricare sui lavoratori e sugli ospiti della struttura il costo dell'inerzia istituzionale. Una situazione economico-finanziaria di questa gravità non può essere gestita attraverso continue proroghe. Servono controlli reali, tempestivi e soprattutto trasparenti. Ricordiamo che l'Eremo di Miazzina svolge un servizio pubblico essenziale rivolto a persone fragili che spesso non dispongono di altre soluzioni di cura e accoglienza. Proprio per questo la tenuta economica della struttura non può restare ostaggio delle sorti di un singolo gestore privato senza che le istituzioni competenti si assumano fino in fondo le proprie responsabilità di vigilanza.

Sosteniamo integralmente le richieste avanzate oggi da Fp Cgil, Cisl Fp e Fp Uil e chiediamo inoltre:

  • il pagamento immediato e integrale degli stipendi arretrati e delle somme dovute a titolo di produttività, con un calendario vincolante per il saldo;
  • la regolarizzazione del Durc e un riscontro pubblico, documentato e verificabile sulla reale situazione economica, finanziaria e patrimoniale di Hcs;
  • un intervento tempestivo e concreto di Asl e regione Piemonte che vada oltre la semplice presa d'atto dei tavoli di conciliazione e si traduca in controlli effettivi e negli atti conseguenti;
  • la presentazione di un piano industriale ed economico credibile, pubblico e verificabile, capace di garantire la continuità del servizio e la dignità economica di chi vi lavora.

Per chi ha la possibilità e l'intenzione di farlo, riteniamo che la strada delle dimissioni per giusta causa rappresenti una tutela legittima. Tuttavia non possiamo accettare che questa sia l'unica prospettiva disponibile. Chi continua a lavorare nella struttura, spesso senza alternative concrete, ha diritto a risposte immediate e certe, non all'ennesima attesa senza una scadenza definita. Come gruppo territoriale del Movimento 5 Stelle Verbania continueremo a seguire questa vicenda con la massima attenzione, informando costantemente l'opinione pubblica su ogni sviluppo, mettendoci a disposizione dei lavoratori e delle famiglie coinvolte e chiedendo, senza ambiguità, che Asl e regione Piemonte si assumano finalmente le proprie responsabilità”.

l.b.

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