Il caldo estremo degli ultimi mesi riporta al centro dell’attenzione le condizioni delle scuole italiane in vista del ritorno degli studenti sui banchi. Nonostante i progressi compiuti negli ultimi anni, oltre nove edifici scolastici su dieci risulterebbero ancora privi di impianti di climatizzazione.
È quanto emerge da un approfondimento realizzato da Tuttoscuola sulla base dei dati del portale del ministero dell’Istruzione. Nell’anno scolastico 2024-2025 gli edifici dotati di condizionatori risultavano 2.835 su 39.351 censiti, pari al 7,2% del totale.
La situazione è migliorata rispetto a pochi anni fa. Nel 2020-2021 gli edifici dotati di impianti erano infatti 1.593, appena il 3,95% del totale. Si è poi passati a 2.116 nel 2021-2022, 2.509 l’anno successivo e 2.730 nel 2023-2024, fino agli oltre 2.800 dell'ultima rilevazione disponibile.
Ancora più significativo il quadro se si guarda alle singole aule. Tuttoscuola stima che, sulle 365.973 classi considerate nel 2024-2025, circa 26.350 possano essere dotate di climatizzazione, mentre quasi 340mila ne sarebbero sprovviste. Si tratta però di una stima e non di una rilevazione effettuata aula per aula, ottenuta applicando alle classi la percentuale registrata per gli edifici.
Gli stessi dati richiedono inoltre una precisazione: il portale ministeriale non indica espressamente la presenza di sistemi destinati al raffrescamento, ma rileva gli edifici dotati di condizionatori a ventilazione. Tuttoscuola li ha considerati, ai fini dell'analisi, utilizzabili anche per raffreddare gli ambienti.
Il tema torna d'attualità con l'avvicinarsi dell'inizio dell'anno scolastico. Le prime campanelle suoneranno il 7 settembre nella provincia autonoma di Bolzano, mentre in altre regioni il rientro avverrà più avanti, fino al 17 settembre in Puglia. Un calendario che rende l'Italia uno dei Paesi europei con la pausa estiva più lunga, circa 97 giorni.
Il rientro più tardivo può limitare almeno in parte l'esposizione degli studenti alle temperature più elevate, ma il progressivo prolungarsi del caldo fino a settembre pone comunque il problema delle temperature nelle aule. Una questione destinata a pesare sempre di più sull'organizzazione degli edifici scolastici, soprattutto considerando che oggi la climatizzazione resta presente soltanto in una piccola parte delle strutture.





