"Se si vuole davvero rendere attrattivo il comune di Omegna, serve un netto cambio di rotta: meno consulenze esterne tampone, stop alla mortificazione delle competenze interne e avvio di una seria programmazione che metta al centro il merito, la motivazione del personale e il buon funzionamento della macchina comunale".
Questa la posizione dei consiglieri di minoranza Mattia Corbetta, Stefano Strada e Dario Galizzi sul tema dei problemi di personale.
“Prendiamo atto delle recenti dichiarazioni del sindaco e dell'amministrazione in merito alle difficoltà nell'assunzione di nuovo personale e ai bandi andati deserti. Se da un lato è innegabile che nel recente passato il pubblico impiego abbia sofferto una perdita di attrattiva rispetto al settore privato, dall'altro non si possono usare le dinamiche generali come scusa: i recenti rinnovi contrattuali del comparto funzioni locali, promossi a livello nazionale dal Governo, hanno introdotto strumenti concreti, avanzamenti economici e tutele per restituire dignità, stabilità e attrattività al lavoro nella pubblica amministrazione. Il punto centrale - proseguono i consiglieri - a Omegna, è un altro: perché un professionista o un giovane qualificato dovrebbe scegliere di lavorare in un comune che non valorizza il merito e mortifica le proprie risorse interne? Lo abbiamo già detto e lo rimarchiamo: la gestione del personale da parte di questa giunta si è distinta per una totale mancanza di visione: anziché coltivare, motivare e far crescere le professionalità già presenti nei nostri uffici, si è preferito ricorrere a convenzioni esterne o affidarsi a figure provenienti da altri comuni, anche di dimensioni notevolmente più ridotte, per ricoprire incarichi di vertice e di responsabilità. Altrettanto significativo è il fatto che Omegna, città che dovrebbe agire da capofila e punto di riferimento per tutto il Cusio, debba delegare e affidarsi a graduatorie e concorsi gestiti da altri enti per sopperire ai propri fabbisogni organici. Quando una comune rinuncia a gestire autonomamente e con autorevolezza le proprie selezioni, lancia un messaggio di debolezza e disorganizzazione che allontana i migliori profili”, concludono i consiglieri.





