La Regione Piemonte ha avviato le procedure per richiedere il riconoscimento dello stato di calamità naturale a causa della grave siccità che da mesi interessa ampie aree del territorio regionale e del Nord Italia. La decisione è stata assunta al termine di una serie di incontri tra il presidente della Regione, Alberto Cirio, l'assessore all'Agricoltura, Paolo Bongioanni, e il Ministero dell'Agricoltura, con l'obiettivo di individuare interventi rapidi a sostegno delle imprese agricole.
L'assenza pressoché totale di precipitazioni sta mettendo in seria difficoltà numerose colture. Le organizzazioni agricole Coldiretti, Confagricoltura e Cia hanno segnalato una situazione particolarmente critica per il comparto risicolo, nel pieno della fase produttiva, e per molte produzioni stagionali.
"Ci troviamo di fronte a una crisi idrica eccezionale che, oltre a mettere sotto pressione la disponibilità di acqua e ad alimentare un rischio incendi che purtroppo si manifesta ormai da settimane, sta provocando danni sempre più pesanti all'agricoltura piemontese", dichiarano il presidente Alberto Cirio e l'assessore Paolo Bongioanni.
I due esponenti della Giunta ricordano che la Regione ha già dichiarato lo stato di emergenza regionale e sta intervenendo con autobotti nelle aree maggiormente colpite, continuando inoltre a chiedere un incremento dei rilasci d'acqua dagli invasi.
"Per quanto riguarda l'agricoltura, avendo raccolto le segnalazioni delle associazioni di categoria incontrate in questi giorni, abbiamo avviato le procedure per la richiesta dello stato di calamità e siamo al lavoro con il Governo, e in particolare con il ministro Lollobrigida, per individuare le misure più efficaci e veloci a sostegno delle aziende agricole e per salvaguardare questo comparto strategico per l'economia piemontese", aggiungono Cirio e Bongioanni.
Un'attenzione particolare è rivolta agli allevatori e ai margari che, a causa della mancanza di pascoli, sono costretti ad abbandonare gli alpeggi prima del termine previsto, rischiando così di perdere i contributi della Politica agricola comune (Pac).
Per evitare questa situazione, la Regione Piemonte ha notificato a Bruxelles la delibera con cui è stato dichiarato lo stato di emergenza regionale e sta lavorando con Arpea per far riconoscere la situazione di forza maggiore legata alla crisi idrica.
"Siamo al lavoro affinché possa essere riconosciuto loro integralmente il contributo anche se non hanno potuto completare il periodo minimo di permanenza in altura richiesto per accedere agli aiuti", spiegano ancora Cirio e Bongioanni.
Parallelamente prosegue il confronto con Arpea e con Agea, l'agenzia nazionale per le erogazioni in agricoltura, per anticipare il pagamento dei contributi europei.
"Parallelamente, per dare ossigeno alle aziende agricole, procede il confronto con il nostro ente pagatore Arpea e con quello nazionale Agea per poter ottenere ed erogare in tempi brevi un anticipo di pagamenti Pac senza precedenti", concludono il presidente della Regione e l'assessore all'Agricoltura.





