Sanità - 31 luglio 2026, 15:00

Sacra Famiglia, Brezza: "Non bastano gli appelli ai valori. Servono risorse e responsabilità politiche"

Il capogruppo del Pd verbanese: "Albertella chieda a regione e Asl di mettere le strutture nelle condizioni di continuare a garantire servizi essenziali"

Riccardo Brezza

Riccardo Brezza

“La decisione della Fondazione Sacra Famiglia di sospendere, dal prossimo 1° ottobre, i servizi ambulatoriali e domiciliari per decine di persone con disabilità nel Verbano rappresenta una notizia gravissima, che colpisce le famiglie più fragili del nostro territorio e certifica, ancora una volta, il progressivo indebolimento della sanità e dei servizi sociosanitari nel Vco”. Lo afferma, in una nota, Riccardo Brezza, capogruppo del Pd di Verbania e segretario provinciale. “La motivazione indicata dalla struttura è chiara: le tariffe riconosciute dal sistema sanitario regionale sono ferme da anni e non coprono più i costi dei servizi. Quando una realtà storica e accreditata arriva a una scelta così dolorosa, significa che il problema non è organizzativo, ma politico”.

“Leggiamo le dichiarazioni del sindaco Albertella - prosegue Brezza - che richiama i valori della Sacra Famiglia e invita la Fondazione a non abbandonare il territorio. Ma i richiami ai valori, da soli, non garantiscono una seduta di logopedia, non assicurano un percorso riabilitativo e non permettono agli operatori di continuare a lavorare. Con i richiami ai valori non si pagano i servizi. Se davvero il sindaco considera questa vicenda un’emergenza per Verbania, smetta di limitarsi alle lettere e agli appelli morali e utilizzi tutto il peso politico del suo ruolo. Chieda con forza alla regione Piemonte e all’Asl Vco di fare ciò che è nelle loro competenze: adeguare le risorse e mettere le strutture nelle condizioni di continuare a garantire servizi essenziali. Albertella appartiene alla stessa area politica che oggi governa la regione Piemonte. È a quei suoi interlocutori politici che deve rivolgersi con determinazione, pretendendo risposte concrete e finanziamenti adeguati. Perché se il problema sono tariffe ferme da anni, la soluzione non può essere affidata alla buona volontà degli enti gestori”.

“Il rischio è che a pagare il prezzo di questa inerzia siano ancora una volta le persone con disabilità e le loro famiglie, costrette a cercare altrove servizi fondamentali o, peggio, a rinunciarvi - conclude il capogruppo dem -. Il Partito Democratico del Vco chiede che regione Piemonte e Asl intervengano immediatamente per scongiurare la sospensione delle attività e aprano un confronto serio con gli enti accreditati per adeguare il sistema di finanziamento alla realtà dei costi. La tutela delle persone più fragili non può essere affidata agli appelli: è una responsabilità pubblica che richiede scelte politiche, risorse e atti conseguenti”.

l.b.

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