(Adnkronos) - "Mi sono confrontata con il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. L’Italia non resterà a guardare. Stiamo convocando gli organismi preposti, e all'esito di queste riunioni siamo pronti a intervenire anche con strumenti straordinari per difendere i confini e la sicurezza dei cittadini, come la sospensione dello spazio Schengen con la Spagna". Lo scrive la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, sui social, dopo che migliaia di persone dal Marocco hanno attraversato il confine e sono entrate a Ceuta. "Le immagini che arrivano da Ceuta sono impressionanti e dimostrano, ancora una volta, che l’immigrazione clandestina fuori controllo rappresenta una minaccia concreta per la sicurezza dei confini europei", afferma la premier nel post. "Sull’immigrazione clandestina non arretreremo di un millimetro: difendere i confini, fermare i trafficanti di esseri umani e garantire rimpatri efficaci continuerà a essere la linea di questo Governo".
"Sono favorevole alla chiusura dello spazio Schengen con la Spagna e ho piena fiducia nell’operato del Ministro Piantedosi. L’immigrazione irregolare e incontrollata rappresenta un pericolo per la sicurezza nazionale. Le immagini che arrivano da Ceuta dimostrano come la scelta del Governo di Madrid di dare la cittadinanza spagnola, quindi europea, ad oltre 500mila immigrati irregolari sia profondamente sbagliata e incentivi il traffico di essere umani", afferma su X il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani.
"Ho affrontato anni di processo, rischiando sei anni di carcere, per aver protetto i confini del mio Paese. Sánchez no. Sospendere Schengen. Difendere i confini", scrive Matteo Salvini sui social.
Migliaia di persone dal Marocco hanno attraversato il confine e sono entrate nell'exclave spagnola in Africa. Attorno a mezzogiorno, riferisce El Pais, migliaia di persone hanno varcato il confine. El Mundo fa riferimento a oltre 20mila migranti . Molti hanno raggiunto il territorio spagnolo a nuoto. La Guardia Civil e i servizi di emergenza, sopraffatti, sono riusciti a prestare soccorso solo ai feriti, spiega il quotidiano. Il centro d'accoglienza è saturo e non è in grado di gestire gli arrivi in massa. La crisi, scrive El Pais, ricorda quella del 2021, quando circa 5000 persone attraversarono il confine in meno di 24 ore. "Siamo sopraffatti, siamo sull'orlo del collasso", l'allarme degli agenti della polizia Nazionale e della Guardia Civil di stanza a Ceuta, come riportano i media.
"Il governo è totalmente impegnato a fornire una risposta immediata alla situazione a Ceuta. Stiamo mobilitando tutte le risorse necessarie, lavorando con le autorità marocchine e internazionali, e preparando le misure necessarie per ripristinare la normalità il prima possibile. È il momento di costruire soluzioni, con responsabilità e cooperazione", le parole del premier Pedro Sanchez in un post su X. Sanchez domani sarà a Ceuta.
La Spagna ha annunciato l'invio di soldati a Ceuta per garantire la sicurezza. "Le forze armate rafforzeranno la Guardia Civil nell'esercizio dei suoi poteri e di qualsiasi altra misura necessaria per mantenere la sicurezza nella città di Ceuta", riporta un comunicato del ministero dell'Interno.
Le unità incaricate del controllo delle frontiere a Ceuta hanno recuperato dal mare i corpi senza vita di dieci persone nelle ultime 24 ore. Sono 38 gli stranieri trovati morti quest'anno nelle sue acque, deceduti nel tentativo di attraversare a nuoto la frontiera con il Marocco.
Centinaia di cittadini si sono riuniti oggi in Plaza de los Reyes, di fronte alla sede del governo a Ceuta, per protestare contro il massiccio afflusso di migranti in città e la gestione della crisi da parte delle varie amministrazioni. La manifestazione, organizzata tramite i social media, è cresciuta nel corso della giornata. Dal primo pomeriggio, Plaza de los Reyes, dove la sede del Governo ha allestito un centro di coordinamento per monitorare la situazione, è diventata il principale punto di ritrovo dei manifestanti, che chiedono una risposta più decisa alla crisi migratoria che sta colpendo Ceuta.
Durante la manifestazione, sono stati scanditi slogan rivolti sia al governo centrale che al delegato del Governo a Ceuta. Tra i più ripetuti, slogan come "dimissioni del governo", e altri diretti contro il primo ministro e il delegato del Governo, Miguel Ángel Pérez Triano. I manifestanti hanno rivolto le loro proteste anche contro gli agenti della Polizia Nazionale presenti nella zona. In diversi momenti del pomeriggio, li hanno affrontati, chiedendo il loro dispiegamento al confine per rafforzare i controlli di accesso alla città. La tensione era palpabile anche al momento della partenza del presidente della Città Autonoma, Juan Vivas, che ha lasciato la sede del Governo accompagnato dal ministro della Presidenza e del Governo, Alberto Gaitán. Mentre attraversava la piazza, diversi manifestanti gli hanno rivolto insulti, dopodiché si è levata un'altra ondata di fischi e slogan contro il governo centrale.
Dopo il raduno iniziale, alcuni dei partecipanti hanno sfilato per diverse vie del centro città, continuando la protesta, mentre altri sono rimasti davanti alla sede del Governo. Gli appelli alla protesta, diffusi principalmente attraverso i social media e i servizi di messaggistica, si sono susseguiti durante tutta la giornata, con Plaza de los Reyes designata come punto di ritrovo in tutti i casi.
La Commissione Europea è "a conoscenza degli ultimi sviluppi a Ceuta" e sta "seguendo da vicino l'evolversi della situazione". Lo dice una portavoce dell'esecutivo Ue. "La lotta contro l'immigrazione clandestina - continua - la tutela dell'integrità delle frontiere esterne dell'Unione e la prevenzione degli abusi del nostro quadro giuridico sono di fondamentale importanza. La Commissione ha sostenuto la Spagna a livello operativo e finanziario, anche a Ceuta".
"Siamo pronti a offrire ulteriore sostegno alla Spagna, sia finanziario che tecnico e operativo, anche tramite Frontex - aggiunge - il commissario Magnus Brunner è in contatto con il ministro dell'Interno spagnolo Fernando Grande-Marlaska in merito a questa questione". La Commissione accoglie "con favore - aggiunge la portavoce - la stretta collaborazione tra Marocco e Spagna per contrastare questi flussi e garantire il rapido rimpatrio di coloro che sono entrati illegalmente a Ceuta, nel rispetto delle norme vigenti".
Per quanto riguarda la cooperazione con gli altri Paesi, il Marocco è un "partner chiave e affidabile" dell'Ue. Negli ultimi anni, "abbiamo intensificato la cooperazione in materia di migrazione, gestione delle frontiere e lotta al traffico di esseri umani. Stiamo ora lavorando per trasformare la nostra relazione in un partenariato globale e strategico". "Siamo in stretto contatto con le autorità marocchine per garantire che vengano compiuti tutti gli sforzi necessari per adottare misure immediate e porre fine a questi viaggi pericolosi", conclude la portavoce.





