Stresa - 13 luglio 2026, 09:05

Il cardinale Bagnasco ai Simposi Rosminiani: "Fede e ragione per riscoprire la dignità della persona"

L'arcivescovo emerito di Genova ha chiuso uno degli appuntamenti più attesi dell'edizione 2026. Il bilancio del referente scientifico Samuele Francesco Tadini: "Pienamente soddisfatte le premesse del Simposio"

Si è conclusa con l'intervento del cardinale Angelo Bagnasco una delle relazioni più attese dei Simposi Rosminiani 2026, ospitati a Stresa e dedicati quest'anno al tema "Cambiamento. La formazione dell'individuo, in bilico tra vuoto e colmo". L'arcivescovo emerito di Genova, già presidente della Conferenza Episcopale Italiana e del Consiglio delle Conferenze Episcopali Europee, ha tenuto una lectio dal titolo "Chiesa di Cristo e società contemporanea", sviluppando una riflessione sul rapporto tra fede e ragione a partire dal pensiero filosofico e pedagogico di Antonio Rosmini.

Nel suo intervento il cardinale ha affrontato le sfide culturali del presente, soffermandosi su una società caratterizzata dal soggettivismo e dalla progressiva perdita del senso della verità. Riprendendo l'insegnamento di Rosmini, ha sottolineato la necessità di recuperare una ragione aperta alla trascendenza e una rinnovata cura dell'anima, considerate condizioni essenziali per perseguire il bene, la verità e la dignità della persona.

La relazione si è inserita nel percorso di approfondimento proposto dal Simposio, che nei quattro giorni di lavori ha affrontato il tema del cambiamento da prospettive filosofiche, pedagogiche, sociali e culturali, interrogandosi sul ruolo della persona e sulla responsabilità individuale nella società contemporanea.

A tracciare il bilancio conclusivo dell'edizione 2026 è Samuele Francesco Tadini, filosofo rosminiano e referente scientifico del Centro Internazionale di Studi Rosminiani.

"Ritengo che siano state pienamente soddisfatte le premesse di questo Simposio 2026 - spiega -. Le varie declinazioni proposte del concetto di cambiamento hanno condotto a discussioni e domande significative sul senso autentico della persona come soggetto morale, che sente responsabilmente la necessità di porsi in un orizzonte amativo concreto. Il timore per quello che il futuro ci potrebbe riservare può essere allontanato da una forte presa di coscienza attuale per quello che siamo veramente, cioè libertà, e dunque liberi di essere migliori e disposti a cambiare in senso propositivo, per agire nel tessuto della società in cui viviamo con la consapevolezza di poter portare un contributo significativo".

Le conclusioni affidate a Tadini hanno sintetizzato il significato dell'intero percorso di studio: il cambiamento come occasione di crescita, responsabilità e impegno, nel solco del pensiero rosminiano, che continua a offrire spunti di riflessione sulle grandi questioni del nostro tempo.

Miria Sanzone

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