Attualità - 10 luglio 2026, 07:30

Caldo e siccità, è allarme in Piemonte: "Raccolti a rischio, servono interventi urgenti"

Coldiretti lancia l’allarme per riso, mais, ortofrutta, nocciolo e pascoli: "Le risorse idriche scarseggiano, occorre aumentare la capacità di accumulo"

Caldo e siccità, è allarme in Piemonte: "Raccolti a rischio, servono interventi urgenti"

Il caldo e la mancanza di precipitazioni fanno scattare l’allarme siccità in Piemonte. Coldiretti Piemonte segnala una situazione sempre più preoccupante per il comparto agricolo regionale, con diverse colture che rischiano di subire pesanti conseguenze a causa della riduzione delle disponibilità idriche.

Nonostante un inverno caratterizzato da abbondanti nevicate, l’estate è iniziata con un deficit idrico significativo. Secondo i dati di Arpa Piemonte, i volumi di neve immagazzinati in quota risultano inferiori del 30% rispetto alla norma, mentre nel corso della primavera le temperature sono state mediamente più alte di 1,5 gradi e le precipitazioni sono diminuite del 28%. A maggio, in particolare, le piogge si sono attestate intorno ai 70 millimetri, il 44% in meno rispetto alla media del periodo.

Una situazione che coinvolge l’intero territorio regionale e che, secondo Coldiretti, mette sotto pressione numerose produzioni agricole. A rischio ci sono riso, mais, ortofrutta, nocciolo, oltre a prati e pascoli fondamentali per l’attività delle aziende agricole.

«L’estate è iniziata da pochi giorni, ma ci troviamo già di fronte a una situazione molto preoccupante perché le risorse idriche scarseggiano, mettendo in seria difficoltà i raccolti e la produzione di cibo locale» spiegano Cristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale.

Per l’organizzazione agricola non è più possibile intervenire soltanto in emergenza. «Di fronte all’avanzare della siccità e della desertificazione non possiamo più permetterci di rincorrere le emergenze» sottolineano Brizzolari e Rivarossa, chiedendo interventi strutturali per migliorare la gestione della risorsa idrica.

Tra le priorità indicate ci sono l’ammodernamento della rete idrica, la riduzione delle dispersioni e la realizzazione di una rete diffusa di invasi con sistemi di pompaggio per aumentare la capacità di accumulo e garantire maggiore autonomia al settore agricolo.

Coldiretti evidenzia inoltre la necessità di accelerare la realizzazione delle opere già progettate e di mettere in campo una strategia regionale di lungo periodo. «La nostra regione è ancora priva di una politica finalizzata a migliorare la capacità di stoccaggio dell’acqua e ridurre, parallelamente, la percentuale di dispersione» afferma l’organizzazione.

Dopo il tavolo Verde regionale del 7 luglio, Coldiretti sollecita quindi la convocazione di un confronto con tutti gli attori coinvolti e l’adozione di misure straordinarie per aumentare rapidamente la disponibilità irrigua.

«L’acqua è la più grande infrastruttura strategica del Paese – conclude Coldiretti Piemonte – una risorsa che genera sviluppo, produce energia e garantisce cibo».

comunicato stampa a.f.

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