Attualità - 03 luglio 2026, 10:00

Castello di Vogogna e Fondazione Villa Taranto ai Borromeo, il M5S attacca: "Si sta costruendo un monopolio turistico"

"Un conto è la valorizzazione, un altro è la concentrazione in capo a un unico attore privato della quasi totalità dell'offerta culturale e naturalistica di un intero territorio"

Castello di Vogogna e Fondazione Villa Taranto ai Borromeo, il M5S attacca: "Si sta costruendo un monopolio turistico"

“Il comunicato con cui si annuncia che Kaleon S.p.A. — la società legata alla famiglia Borromeo, quotata su Euronext Growth Milan e Paris — si è aggiudicata la gestione per nove anni del Castello di Vogogna, rappresenta esattamente lo sviluppo che avevamo previsto e temuto”. Lo afferma, in una nota, Imerio Frattini, referente del gruppo territoriale del Movimento 5 Stelle Vco, in seguito all’annuncio da parte dell’amministrazione di Vogogna dell’affidamento della gestione del Castello Visconteo alla società di proprietà della famiglia Borromeo.

“Non è un caso isolato - proseguono dal M5S -. È, come la stessa società dichiara, "il primo bene di terzi acquisito in gestione dopo la quotazione", il primo tassello di una strategia dichiarata di espansione "attraverso il potenziamento dei siti già in portafoglio" e "la gestione di nuove strutture di proprietà terza, in Italia e all'estero". È il modello "asset light" che avevamo già descritto: prendere in gestione beni di pregio, spesso pubblici o di interesse pubblico, senza acquisirne la proprietà, ma acquisendone di fatto il controllo economico e gestionale. Il quadro, oggi, è inequivocabile. Alla galassia già in mano alla famiglia Borromeo e a Kaleon — Isola Bella, Isola Madre, Rocca di Angera, Parco Pallavicino, Parco del Mottarone con i suoi 500 ettari, i Castelli di Cannero — si aggiunge ora il Castello di Vogogna, capitale medievale della Bassa Ossola”.

“E si affianca, come da noi già segnalato - si legge ancora nella nota - l'ingresso di L6A4 Srl tra i soci fondatori della Fondazione Villa Taranto. Il perimetro di controllo su gran parte dell'offerta culturale e paesaggistica del Verbano Cusio Ossola si allarga ulteriormente, e lo fa secondo una logica coerente e organizzata, non per iniziative isolate. Desta ulteriore preoccupazione la prospettiva, di cui si discute, di una trasformazione del Castello di Vogogna in galleria d'arte contemporanea. Un'operazione che, se condotta con rigore culturale, potrebbe avere un valore; ma che, cadendo interamente nelle mani di un unico soggetto privato già presente su quasi tutti i principali beni culturali e naturalistici del territorio, rischia di trasformarsi nell'ennesimo tassello di una "disneyficazione" del patrimonio pubblico: contenitori storici piegati a logiche di intrattenimento e profitto, scelti e gestiti da chi ha, ormai, pochi concorrenti sul territorio”.

Denunciano i pentastellati: “Le stesse parole con cui Kaleon annuncia l'operazione — "ampliare le opportunità di fruizione", sviluppare "servizi di accoglienza e biglietteria, visite guidate, attività didattiche, eventi culturali, ristorazione leggera, bookshop e merchandising" — sono le medesime, collaudate leve commerciali già applicate agli altri siti del gruppo. Un modello di gestione unico, ripetuto identico su ogni nuovo bene acquisito, che riduce progressivamente la pluralità di soggetti, visioni e opportunità economiche legate ai beni culturali del nostro territorio. Ribadiamo con forza quanto già espresso: non siamo contrari, in linea di principio, alla valorizzazione turistica e culturale dei beni del Vco, né disconosciamo le competenze gestionali che la famiglia Borromeo ha maturato in decenni di attività. Ma un conto è la valorizzazione, un altro è la concentrazione, in capo a un unico attore privato quotato in borsa e orientato per statuto alla creazione di profitto per i propri azionisti, della quasi totalità dell'offerta culturale e naturalistica di un intero territorio. Quando un solo soggetto arriva a controllare, gestire o influenzare isole, rocche, parchi, castelli e giardini botanici, il rischio di un monopolio turistico di fatto non è più un'ipotesi: è una realtà che si sta costruendo comunicato dopo comunicato, aggiudicazione dopo aggiudicazione. Chiediamo ancora una volta alle amministrazioni pubbliche coinvolte — dal comune di Vogogna alla provincia del Vco, dall'Ente Giardini Botanici Villa Taranto agli altri soggetti pubblici proprietari dei beni interessati — di aprire un confronto pubblico e trasparente su questo modello di sviluppo, prima che diventi irreversibile. Il patrimonio culturale, paesaggistico e naturalistico del Verbano Cusio Ossola è un bene comune: la sua valorizzazione non può essere lasciata alla sola logica di mercato di un unico soggetto privato, per quanto radicato e competente esso sia”.

“A questo proposito - prosegue Frattini - non possiamo esimerci dal sollevare un ulteriore interrogativo istituzionale. Giandomenico Albertella riveste oggi contemporaneamente il ruolo di sindaco di Verbania, di presidente della provincia del Vco e di presidente del consiglio di indirizzo della Fondazione Giardini Botanici di Villa Taranto, proprio nel momento in cui in quest'ultima entra come socio fondatore L6A4 Srl, riconducibile alla stessa famiglia Borromeo che attraverso Kaleon S.p.A. si aggiudica ora anche il Castello di Vogogna. Ci chiediamo, con il dovuto rispetto per l'impegno profuso, come sia concretamente sostenibile presidiare con la necessaria attenzione tre ruoli così diversi e gravosi, e soprattutto se un simile cumulo di incarichi sia compatibile con quella piena trasparenza dell'azione amministrativa che i cittadini del Vco hanno il diritto di pretendere. Il dubbio non riguarda la buona fede delle persone coinvolte, ma la tenuta del sistema: quando la stessa figura istituzionale si trova, in vesti diverse, a decidere su bandi, concessioni e assetti di enti partecipati dallo stesso interlocutore privato, è legittimo chiedere garanzie ulteriori — dichiarazioni pubbliche di eventuali conflitti d'interesse, astensioni nei singoli atti che coinvolgano il medesimo soggetto, rendicontazione trasparente delle scelte — affinché la fiducia dei cittadini nelle istituzioni non venga messa alla prova”.

Infine - conclude - come già sottolineato nel nostro precedente comunicato a proposito di Villa Taranto, ribadiamo che la vera cultura di un territorio si misura anche nella cura dei dettagli e nell'attenzione a chi lo vive quotidianamente: dalla manutenzione della rete ciclabile del Toce, vera porta d'accesso "lenta" a Vogogna, alla garanzia di tariffe sociali e accessibili per i residenti su tutti i beni del territorio, pubblici o gestiti da privati. Senza questa attenzione, ogni operazione di "valorizzazione" rischia di restare un'operazione di puro profitto, travestita da progetto culturale”.

comunicato stampa

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