Attualità - 01 luglio 2026, 16:00

Suna, M5S: "Palazzo Cioia torni a essere un luogo per il sociale"

I pentastellati bocciano la sede del Consorzio Rifiuti. "Si rispetti la volontà dei benefattori verbanesi, che volevano mantenere finalità assistenziali"

Suna, M5S: "Palazzo Cioia torni a essere un luogo per il sociale"

Anche il gruppo territoriale del Movimento 5 Stelle del Vco interviene sul progetto di riqualificazione di Palazzo Cioia a Suna, e sulla sua nuova destinazione. Secondo quanto annunciato nei giorni scorsi, infatti, l’intenzione del comune di Verbania sarebbe quello di utilizzare i rinnovati spazi del palazzo come sede del Consorzio Rifiuti.

Una decisione che non convince i rappresentanti del Movimento 5 Stelle: “Le recenti cronache - si legge nella nota - hanno riportato al centro dell'attenzione il progetto del comune di Verbania per la riqualificazione di Palazzo Cioia a Suna, del valore di circa 5 milioni di euro, finanziato con fondi Pnrr. Sollecitati anche da un cittadino, nostro simpatizzante, che ci ha segnalato il tema con una ricerca storica accurata, come gruppo territoriale M5S Vco sentiamo il dovere di contribuire a questo dibattito, portando alla luce elementi storici e giuridici che l'amministrazione comunale non può permettersi di ignorare. Palazzo Cioia — correttamente denominato "Cioia" e non "Cioja" —, come documenta una ricerca condotta dagli studenti del liceo "Bonaventura Cavalieri" di Verbania nel 2019, non è un semplice edificio pubblico. Il palazzo, per circa un secolo, fu infatti la sede dell'Opera Pia Rossi, che aveva finalità assistenziali, e il cui patrimonio, con la soppressione delle Ipab, venne successivamente devoluto al comune di Verbania”.

“Secondo fonti tuttora non concordi - sottolineano i pentastellati - l'immobile sarebbe pervenuto al comune di Verbania gravato da una precisa destinazione d'uso: una prima ricostruzione vorrebbe che Teresa Cioia, ultima discendente della famiglia, nel conferire l'immobile all'Opera Pia Rossi nel 1872, abbia imposto un vincolo esplicito a favore di «donne sole con figli minori, prive del marito per morte, abbandono o carcerazione»; altre fonti storiche, invece, fanno discendere dalla volontà dell'ingegnere Antonio Rossi — che aveva acquistato il palazzo dalla famiglia Cioia intorno al 1840 — il vincolo di destinazione ad utilizzi assistenziali dell'immobile. Da notare comunque che entrambe le ricostruzioni confermano l'esistenza di un vincolo di destinazione dell'immobile a finalità assistenziali. Proprio in considerazione della suindicata incertezza, chiediamo che il comune di Verbania, prima di assumere qualsiasi decisione in merito all'utilizzo di Palazzo Cioia, faccia innanzitutto chiarezza (consultando gli atti notarili, gli eventuali lasciti, ecc.) sull'esistenza di eventuali vincoli relativi al suo utilizzo”.

“Un chiarimento - si legge ancora nella nota del M5S - che diventa ancor più necessario a seguito delle notizie circolate in questi ultimi giorni, secondo le quali l'amministrazione comunale verbanese vorrebbe destinare i locali restaurati di Palazzo Cioia a sede degli uffici del Consorzio Rifiuti: un utilizzo del tutto estraneo, quindi, rispetto alle originarie finalità assistenziali che avevano storicamente caratterizzato l'immobile. Se fosse infatti confermato un vincolo di destinazione assistenziale dell'immobile, farne la sede del Consorzio Rifiuti rappresenterebbe un'evidente violazione di quest'ultimo e uno sfregio alla volontà degli antichi benefattori, ai quali il comune di Verbania dovrebbe comunque portare rispetto”.

“Come M5S Vco chiediamo quindi - proseguono - all’amministrazione comunale di Verbania di chiarire quanto segue: il comune ha reperito e verificato il testo integrale dell'atto di donazione/testamento relativo al lascito alla Pia Istituzione Rossi, per accertarne con certezza l'autore e la presenza di eventuali vincoli? Il progetto di riconversione previsto dal comune — acquisito il parere del servizio legale del comune — tiene conto di tali eventuali vincoli? In caso affermativo, in che modo viene rispettato, e come si concilia con l'ipotesi di destinare gli spazi a uffici del Consorzio Rifiuti?”.

“Il Movimento 5 Stelle infatti non è certo contrario al recupero di Palazzo Cioia - continua la nota - un edificio di straordinario valore storico e architettonico che da decenni versa in stato di degrado. Siamo però convinti che il recupero debba avvenire nel rispetto della volontà di chi, oltre un secolo fa, donò quel bene alla collettività con un preciso obiettivo sociale e senza scopo di lucro, qualunque esso fosse nello specifico. Qualora dall'atto originale emergesse infatti con certezza un vincolo d'uso assistenziale, la legge consente comunque al comune di aggiornarne le modalità attuative ai bisogni sociali contemporanei, individuando usi coerenti con lo spirito originario. Si pensi, per esempio, ad alloggi protetti per madri (o famiglie) in difficoltà, centri anti-violenza, comunità mamma-bambino. Oppure, qualora si optasse per una vocazione più propriamente culturale dell'edificio, ad alcune delle proposte circolate in questi mesi: una scuola di alto perfezionamento musicale, un'accademia degli sport d'acqua, un piccolo teatro o altre funzioni culturali aperte alla cittadinanza e no-profit. Ciò che non riteniamo accettabile è destinare il palazzo a usi puramente amministrativi e di mero tornaconto economico — visto il canone di affitto ipotizzato — del tutto estranei tanto alla sfera assistenziale quanto a quella culturale, come nel caso degli uffici del Consorzio Rifiuti. Il tutto, peraltro, senza tenere in alcun conto le esigenze lavorative e di orario di chi dovrà insediarsi negli uffici affittati: esigenze che, a nostro parere, risultano incompatibili con la natura turistica della zona e con le note criticità dei parcheggi a sosta limitata che da sempre caratterizzano Suna. Chiediamo - concludono dal Movimento 5 Stelle - che la destinazione del palazzo sia discussa apertamente, con il pieno coinvolgimento dei cittadini e dei quartieri interessati, e che nessuna decisione venga presa senza aver prima chiarito documentalmente la reale natura del vincolo. Cinque milioni di euro di denaro pubblico richiedono trasparenza ed effettivi vantaggi per i verbanesi!”.

l.b.

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