Curiosità - 16 giugno 2026, 18:20

Quando Antonio Di Rosa 'anticipò' i colleghi nell'estradizione di Lorenzo Bozano FOTO

Era il 1980 quando l'allora inviato della Gazzetta del Popolo venne a Domodossola. Da luglio sarà direttore a La Stampa

1980, il giorno dell'estradizione di Lorenzo Bozano a Domodossola

1980, il giorno dell'estradizione di Lorenzo Bozano a Domodossola

Antonio Di Rosa sarà dal primo luglio il nuovo direttore de La Stampa, quotidiano che da poco ha cambiato proprietario.

Perché parliamo di Antonio Di Rosa, 75 anni, giornalista con una vasta esperienza soprattutto nei quotidiani?  Semplicemente per un suo ‘passaggio’ in Ossola anni fa.

Era il 1980 e Antonio Di Rosa, allora inviato dalla Gazzetta del Popolo, venne a Domodossola. Il giornale torinese lo aveva incaricato di seguire, assieme ai corrispondenti locali della Gazzetta, l’estradizione di Lorenzo Bozano, definito allora il ‘’biondino della spider rossa’’. Bozano era accusato dell’omicidio di Milena Sutter, 13 anni, giovane figlia di un industriale a sua volta, trovata morta due settimane dopo il suo rapimento. Bozano venne accusato di quell’omicidio e condannato all’ergastolo. Dopo una fuga venne catturato in Francia, finì in carcere a Ginevra e da qui fu estradato in Italia.

Un rientro in treno con la polizia svizzera che lo consegnò a quella italiana.  L’estradizione avvenne proprio a Domodossola nel 1980.

La Gazzetta aveva una redazione in corso Dissegna, redattore era allora Maurizio De Paoli e come collaboratore chi scrive questo articolo. Di Rosa arrivò a Domodossola due giorni prima dell’estradizione e quel giorno lo accompagnammo in commissariato a conoscere l’allora commissario di polizia di frontiera. Un facccia a faccia che servì a Di Rosa.

In sostanza, l'allora inviato de La Gazzetta anticipò le decine di colleghi giornalisti che sarebbero arrivati in città il giorno dell’estradizione dalla Svizzera: era il 18 giugno 1980.

Il contatto avuto con il commissario domese permise a Di Rosa di salire, quella mattina, sul treno per raggiungere Briga, la stazione appena al di là del confine. Per poi ritornare a Domodossola poco dopo, sullo stesso treno che trasportava Bozano.

Di Rosa il solo giornalista che riuscì ad avvicinare Bozano e a parlargli mentre il treno percorreva il tratto tra le stazioni di Briga e Domodossola.  

Uno ‘colpo’ che permise alla Gazzetta del Popolo di uscire, il giorno dopo, con alcune frasi pronunciate da Bozano che altrimenti era inavvicinabile visto il nutrito cordone di polizia che lo circndava.

L’estradato al suo arrivo a Domodossola trovò ad accoglierlo infatti molti poliziotti italiani tra quelli in servizio alla polizia di confine di Domodossola e i colleghi di Genova che lo presero inconsegna per portarlo nel carcare del  capoluogo ligure. Ma anche una nutritissima folla che aveva invaso la stazione per vedere da vicino il ‘biondino della spider rossa’.

Ora Di Rosa torna in Piemonte e diventa direttore a La Stampa (giornale allora ‘concorrente’ alla Gazzetta) dopo una lunga carriera, dopo aver diretto Il Secolo XIX, La Gazzetta dello Sport, l'agenzia di stampa La Presse, La Nuova Sardegna.

Renato Balducci

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