“Dopo mesi di richieste in consiglio comunale, cadute nel vuoto o ignorate, la commissione trasporti e viabilità è stata finalmente convocata. Un risultato che non è arrivato per buona volontà della maggioranza, ma per pressione costante e determinata dell’opposizione”. Così, in una nota, Simone Martoccia, capogruppo di Verbania si Prende Cura. Che prosegue: “Il trasporto pubblico locale non è una voce di bilancio da tagliare o rimandare: è infrastruttura sociale e turistica. È la rete che tiene insieme la città, che permette a un giovane di andare al lavoro senza dipendere dall'auto, che consente a un turista di muoversi tra il lago e il centro senza restare intrappolato nel traffico. A Verbania, con il suo straordinario patrimonio naturale e paesaggistico, un Tpl efficiente è anche uno strumento di sviluppo economico. Non sfruttarlo è un'occasione persa ogni giorno”.
“C'è poi un effetto che troppo spesso viene ignorato - sottolinea Martoccia -. un Tpl che funziona svuota le strade. Più persone scelgono il bus, meno auto circolano, meno ingorghi si formano, più posti auto si liberano. Non servono nuovi parcheggi se la gente non è costretta a prendere la macchina. Investire nel trasporto pubblico è la risposta più intelligente al problema della congestione urbana che affligge Verbania, soprattutto nei mesi di alta stagione turistica. Per questo porterò in commissione una proposta concreta: abbonamenti agevolati per gli under 30. I giovani devono poter scegliere il mezzo pubblico non perché non hanno alternative, ma perché conviene davvero. Un investimento sulla mobilità delle nuove generazioni è un investimento sul futuro della città. E sul versante turistico - conclude Martoccia - è ora di ragionare seriamente su linee e orari pensati anche per chi arriva da fuori: collegare i punti di accesso stazioni, approdi, significa allungare la stagione, ridurre la congestione e offrire un'esperienza di qualità. Il Lago Maggiore merita un Tpl all'altezza della sua attrattività. La commissione è convocata. Ora vogliamo vedere i fatti”.





