Ultim'ora - 11 giugno 2026, 09:53

Ucraina, Meloni: "Sostegno a Kiev e pressione sulla Russia. Ue individui figura autorevole per negoziato"

Ucraina, Meloni: "Sostegno a Kiev e pressione sulla Russia. Ue individui figura autorevole per negoziato"

(Adnkronos) -

Pieno sostegno e solidarietà all'Ucraina e pressione sulla Russia: "La nostra linea non cambia", ha assicurato la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nelle comunicazioni alla Camera in vista del prossimo Consiglio europeo."A oltre quattro anni dall'avvio dell'aggressione russa contro Kiev, quell'aggressione, a dispetto dei continui proclami, non si è mai trasformata in una vittoria. E questo è stato possibile grazie all'eroica resistenza del popolo ucraino, al sostegno che la nazione aggredita ha ricevuto dagli alleati europei e occidentali, Italia compresa". Cosìla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nelle comunicazioni alla Camera in vista del prossimo Consiglio europeo. 

"Dopo il fallimento dell'offensiva invernale, anche l'annunciata offensiva primaverile ed estiva - ha aggiunto - non ha portato successi. Alla Russia il fronte è praticamente fermo e dall'1 gennaio 2026 a oggi Mosca non è riuscita a incrementare la percentuale di territorio ucraino sotto il suo controllo. Deriva anche da qui la frustrazione di Mosca che si traduce in nuovi e massicci attacchi contro la popolazione civile, così come gli ultimatum rivolti a Kiev e le ripetute violazioni dello spazio aereo dell'Unione europea e della Nato, che hanno addirittura coinvolto obiettivi civili in Romania. Comportamenti. Inaccettabili che l'Italia ha condannato e condanna con fermezza". 

"La nostra solidarietà all'Ucraina resta piena, convinta, concreta. Sosteniamo attivamente la sua difesa, la resilienza del suo sistema energetico, la sicurezza dei suoi impianti nucleari, i progetti per la ricostruzione. La nostra linea non cambia. Sostenere Kiev e mantenere la pressione su Mosca rappresentano ancora oggi, a nostro avviso, l'unico modo concreto di creare condizioni che possano costringere all'apertura di una seria stagione negoziale. Per questo sosteniamo il ventesimo pacchetto di sanzioni europee perché fino a quando la Russia rifiuterà il cessate il fuoco e l'avvio di trattative reali sarà necessario mantenere alta la pressione politica ed economica", ha sottolineato Meloni. 

"Tuttavia - ha detto ancora la presidente del Consiglio - la fermezza da sola non basta più se non è accompagnata anche da una visione di lungo periodo. Dobbiamo contribuire a costruire le condizioni della pace lavorando insieme ai nostri alleati a solide garanzie di sicurezza per l'Ucraina, a una nuova architettura di sicurezza europea che possa assicurare stabilità nel lungo periodo, obiettivo per il quale è chiaramente indispensabile preservare l'unità euro atlantica, rafforzare il coordinamento tra Europa e Stati Uniti. Sfida non sempre facile ma necessaria, solo che coordinamento non significa delega. In qualsiasi scenario di pace serio tra Ucraina e Russia, diverse condizioni dipendono dall'Europa, riguardano l'Europa, impattano sull'Europa ed è l'Europa a doverle negoziare. Intendo che la nostra fermezza nei confronti della Russia non deve trasformarsi in cecità diplomatica o autoesclusione". 

"Continuo a porre il tema della necessità che l'Europa avvii una riflessione comune e pragmatica sulle modalità di una sua interazione con Mosca. Difendere i confini del diritto non ci impedisce di tenere aperti i canali necessari a raggiungere i nostri obiettivi. L'Unione europea deve essere pronta a guidare questo dialogo, mentre farebbe un errore a subirlo. Ma per farlo, una volta stabilito in maniera univoca quale sia, dal nostro punto di vista, l'obiettivo finale del negoziato, occorre individuare chi possa rappresentare gli interessi europei nel tavolo negoziale, perché procedere a tentoni con formati variabili, non adeguatamente rappresentativi, produce solo frammentazione, confusione, debolezza. Cioè, il tema vero, dal mio punto di vista, non è chi faccia o meno parte di questo o di quel formato, ma piuttosto il fatto che allo stato nessun formato ha la legittimità per parlare a nome dell'intera Europa". 

"Per questo motivo - ha concluso Meloni - sostengo da tempo la necessità di individuare una figura autorevole, investita della fiducia e del mandato di tutti gli Stati membri per portare il punto di vista dell'Europa. Ed è in questa direzione che continuo a lavorare. Detto questo, guardiamo al futuro europeo dell'Ucraina come a un elemento importante della sicurezza della stabilità continentale. L'Ucraina ha compiuto progressi significativi, dovrà continuare nel percorso di riforme, in particolare nel rafforzamento dello Stato di diritto, nella lotta alla corruzione, e l'Italia continuerà ad accompagnare questo cammino. Ma il percorso di adesione dovrà proseguire nel rispetto del principio del merito e della parità di trattamento tra tutti i Paesi candidati, inclusi la Moldova e i Paesi dei Balcani occidentali". 

 

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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