È di 15 milioni e 13mila euro la quantificazione dei danni causati all’erario dalla tragedia della funivia del Mottarone. Questa la richiesta contenuta nell’atto di costituzione in mora inviato dalla Procura della Corte dei Conti nei confronti dei tre imputati che anno definito le proprie posizioni con il patteggiamento la scorso settembre. Verrà loro chiesto di risarcire il danno, in solido, a Luigi Nerini, gestore dell’impianti, al direttore di esercizio Enrico Perocchio e al caposervizio Gabriele Tadini. I tre, lo scorso settembre, hanno patteggiato pene rispettivamente di 3 anni e 10 mesi, 3 anni e 11 mesi e 4 anni e 5 mesi. Nessuno di loro andrà in carcere. Hanno fatto richiesta dell’affidamento in prova e sono in attesa che venga fissata l’udienza. La lettera è arrivata allo scadere dei termini della prescrizione, di cinque anni. La Corte dei Conti contesta a Nerini di “aver assentito o non aver impedito” la decisione del caposervizio Tadini di inserire i forchettoni che bloccavano i freni di emergenza. Nerini è anche ritenuto responsabile di non aver mantenuto in buono stato di efficienza l’impianto e di non aver vigilato sia su Tadini che su Perocchio, che non aveva predisposto i controlli sulla testa fusa. Nella tragedia morirono quattordici persone e si salvò soltanto un bambino di cinque anni.





