Politica - 09 giugno 2026, 11:05

Lecchi attacca Vitale e Moscatiello: "Sulla propaganda a scuola indignazione a senso unico"

"Mi fa piacere che abbiano aperto gli occhi sul tema. Mi auguro che decidano di guardare la realtà senza il filtro dei due pesi e due misure"

Lecchi attacca Vitale e Moscatiello: "Sulla propaganda a scuola indignazione a senso unico"

“Si assiste in questi giorni a un improvviso, quanto tardivo, risveglio di coscienza da parte dei consiglieri provinciali Vitale e Moscatiello, i quali si sono scoperti improvvisamente paladini della neutralità scolastica, attaccando il presidente della provincia in merito a presunti episodi di propaganda politica”. Così, in una nota, Simone Lecchi, coordinatore della Lega Giovani Verbania. Che sottolinea: “L’indignazione è un sentimento nobile, ma lo è ancor di più quando è accompagnata dalla coerenza. Purtroppo, la storia recente ci dice che per la sinistra verbanese la difesa delle scuole dalla politica è un principio a geometria variabile: sacro quando colpisce il centrodestra, inesistente quando le denunce arrivano da parte mia. Vedo che Vitale e Moscatiello hanno finalmente trovato la voce per tuonare contro la propaganda a scuola. Sarebbe stato gradito, e politicamente onesto, se avessero usato lo stesso tono di voce mesi fa, quando il sottoscritto denunciava pubblicamente affissioni di manifesti ideologici proprio davanti agli istituti scolastici. In quel momento, il silenzio di questi esponenti è stato imbarazzante, se non complice”.

Prosegue Lecchi: “Mi fa piacere, tuttavia, che abbiano finalmente aperto gli occhi su un tema che io pongo da tempo. Accolgo con favore questa loro nuova, fulminante sensibilità verso il decoro e la neutralità degli istituti scolastici. È un ottimo passo avanti. Ora però mi aspetto coerenza: spero vivamente che questa non sia la solita manovra strumentale atta a colpire l'avversario di turno, ma che da domani, Vitale e Moscatiello mantengano questa stessa, rigorosa severità anche quando la propaganda arriva dai loro compagni di partito o da realtà a loro vicine. Fino ad oggi hanno preferito orecchie sorde e occhi bendati per non vedere le nostre denunce; mi auguro che da oggi in poi decidano di guardare la realtà senza il filtro dei due pesi e due misure. La scuola - conclude - è un luogo di istruzione, non un comitato elettorale, e sostengo ovviamente che questo principio valga per chiunque”.

l.b.

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