L’Uncem interviene nuovamente sul tema dei vicesegretari nei piccoli Comuni e nelle Unioni di Comuni, ribadendo una posizione già espressa in passato: la loro attivazione dovrebbe essere sempre consentita e favorita, anche per ragioni di efficienza amministrativa e contenimento dei costi.
Secondo l’associazione, infatti, la presenza di vicesegretari fissi all’interno degli enti locali rappresenta una soluzione utile per garantire continuità e velocità nell’azione amministrativa, oltre a un risparmio per le amministrazioni pubbliche e, di conseguenza, per i cittadini.
Nel comunicato, Uncem esprime perplessità rispetto ai tempi di autorizzazione da parte di alcune Prefetture, che in diversi casi rallenterebbero l’avvio degli incarichi, costringendo i Comuni ad attendere prima di poter procedere con le nomine.
Una situazione che, secondo l’associazione, rischia di favorire il ricorso ai segretari “a scavalco”, incarichi temporanei che comportano la presenza di professionisti già impegnati su più enti e con compensi legati a poche ore settimanali.
Per Uncem, invece, il rafforzamento della figura del vicesegretario rappresenterebbe una risposta concreta alla carenza di segretari comunali e una soluzione più strutturale per il funzionamento degli enti locali, in attesa di una riforma complessiva del sistema.
L’obiettivo indicato è quello di un modello amministrativo più integrato, in cui Comuni, Unioni e Comunità montane possano lavorare in rete, superando la frammentazione e puntando su una gestione condivisa delle funzioni.
“Lavorare nel NOI”, è la sintesi richiamata dall’associazione, che auspica un ruolo più attivo delle Prefetture nel favorire questo processo di evoluzione organizzativa della pubblica amministrazione locale.





