Tullio Pericoli ha inaugurato le sue “Terre Inquiete”, che raccoglie 50 sue opere in mostra fino al 1° Novembre al Museo del Paesaggio. “I pittori – ha detto intervenendo dopo la curatrice, Elena Pontiggia – hanno la fortuna, rispetto ai fotografi, di capire cosa c’è sotto il paesaggio, Possiamo trovarci le macerie sopra le quali è stata costruita la Montagnola, all’uscita da Milano oppure cose terribili come quelle che, fra 500 anni, troveranno coloro che scaveranno sotto Gaza. E’ un pensiero che mi atterrisce, non soltanto per quello che vediamo tutti i giorni ma in prospettiva futura. Io, dipingendo. Io cerco di lasciare una piccola traccia sul paesaggio che mi circonda”.
“I paesaggi di Pericoli – l’aveva preceduto Elena Pontiggia, curatrice della mostra e autrice del catalogo – sono pensati, concettuali. Pericoli, attraverso il paesaggio, vede cose che nessuno prima di lui aveva visto. Visitando la mostra vedrete paesaggi che sono frammenti. Il secondo elemento che noterete è la precarietà del paesaggio. Oggi sappiamo che il paesaggio è a rischio che dobbiamo destinare al creato più attenzione. Volevamo intitolare la mostra ‘Il franare del paesaggio’ ma ci sembrava iettatorio. In questi quadri sentirete l’inquietudine, la frammentazione ma anche la pittura che ci consola, il colore alla fine è una gioia per gli occhi”.
Il Presidente, Massimo Terzi: “Anche quest’anno ce l’abbiamo fatta a portare al Museo una mostra di livello. Una mostra così bella ci dà coraggio, Auspico un ulteriore salto di qualità, facciamo affidamento sul nostro padrone di casa, il Comune che ci ospita”. A portare il saluto delle istituzioni, c’erano l’assessore alla Cultura, Luciano Paretti, e il vicepresidente della Provincia, Rino Porini.
La conservatrice del Museo, Federica Rabai: “Questa per noi è la mostra dell’anno, ogni opera ha un titolo parlante, tutte le 50 esposte sono guidate dalle luce, è una mostra diffusa che accompagna il visitatore fino alla fine, valorizzata da un piccolo ma denso catalogo della curatrice, Elena Pontiggia”.












