Il Piemonte dovrebbe seguire l’esempio dell’Emilia-Romagna e aprire le scuole già dal 31 agosto. A sostenerlo è la consigliera regionale del Partito Democratico Monica Canalis, che guarda con interesse alla sperimentazione avviata dalla Regione guidata da Michele De Pascale, dove quest’anno alcune scuole primarie anticiperanno l’avvio delle attività con proposte sportive, culturali ed educative.
«In una Regione a forte tasso di invecchiamento e riduzione delle nascite come il Piemonte – afferma Canalis – mi sarei aspettata qualche reazione in più sull’innovativa misura adottata dall’Emilia-Romagna».
Il progetto, sostenuto con 3 milioni di euro, coinvolge 42 Comuni e Unioni di Comuni e prevede attività extrascolastiche realizzate insieme al Terzo Settore, con laboratori, sport, musica, creatività, gioco e servizi di assistenza. Un’iniziativa pensata per offrire un supporto concreto alle famiglie nel periodo di fine estate, quando spesso non sono più disponibili centri estivi o altri servizi di conciliazione.
Secondo la consigliera dem, l’esperienza emiliano-romagnola rappresenta un modello innovativo già sperimentato anche attraverso il progetto “Scuole aperte”, dedicato alle attività extracurriculari pomeridiane nelle scuole secondarie.
"In un contesto sociale profondamente cambiato – sottolinea Canalis – molte famiglie non possono contare sulla presenza dei nonni o non hanno risorse per una baby sitter. Anche il mondo della scuola deve cambiare e rispondere ai nuovi bisogni, diventando uno spazio aperto alla comunità anche nei periodi tradizionalmente vacanzieri".
Pur riconoscendo la necessità, in prospettiva, di una revisione del calendario scolastico, la consigliera del Pd ritiene che misure di questo tipo possano già oggi offrire un contributo importante alla conciliazione tra tempi di vita e lavoro, oltre a rafforzare la funzione educativa e sociale della scuola.
"Si tratta di un sostegno necessario quanto l’assegno unico, le politiche della casa o l’aumento dei salari per favorire natalità e genitorialità", evidenzia.
Canalis mette infine a confronto le strategie delle due Regioni: «Da un lato c’è l’Emilia-Romagna, che costruisce un progetto strutturale potenzialmente rivolto a tutti i bambini della scuola primaria. Dall’altro c’è il Piemonte con la lotteria del bonus Vesta, destinato a una platea ristretta di bambini da 0 a 6 anni. In mezzo c’è una diversa capacità di programmazione e di collaborazione con Comuni e Terzo Settore».
La consigliera conclude rivolgendo una domanda diretta alla nuova assessora regionale competente, Elena Cameroni: "Cosa ne pensa la neo assessora Cameroni?".





