ìNel territorio del Verbano-Cusio-Ossola il tema dell’isolamento termico ha un peso particolare. Inverni lunghi, forte umidità in prossimità dei laghi, escursioni termiche e numerose abitazioni costruite decenni fa rendono i serramenti uno degli elementi più importanti per il comfort interno.
Eppure, in molte case italiane, le finestre vengono ancora considerate soltanto un dettaglio estetico o un elemento da sostituire quando iniziano a chiudersi male. In realtà, i vecchi infissi possono incidere in modo significativo sulle dispersioni energetiche dell’abitazione e sul costo reale del riscaldamento.
Il problema non riguarda soltanto gli spifferi evidenti. Molte dispersioni avvengono in modo continuo e invisibile, attraverso vetri, telai e punti di giunzione tra serramento e muratura.
Dove si perde davvero il calore
Dal punto di vista tecnico, il punto critico è la trasmittanza termica. Questo parametro, indicato con il valore Uw, misura la quantità di calore che attraversa il serramento. Più il valore è basso, maggiore è la capacità isolante della finestra.
Le differenze tra vecchi e nuovi serramenti possono essere enormi. Una finestra con vetro singolo installata negli anni Settanta può superare facilmente valori di 4,5–5 W/m²K. Un moderno infisso in PVC con vetrocamera basso emissiva e gas Argon può invece scendere sotto 1,3 W/m²K, mentre alcune configurazioni ad alte prestazioni arrivano anche sotto 1 W/m²K.
Questa differenza si traduce direttamente nella quantità di energia necessaria per mantenere stabile la temperatura interna. In pratica, una parte del calore prodotto dall’impianto di riscaldamento continua a uscire verso l’esterno attraverso il serramento.
Perché vicino alle vecchie finestre si sente freddo anche con il riscaldamento acceso
Molte persone associano il comfort esclusivamente alla temperatura indicata dal termostato. In realtà il corpo umano percepisce anche la temperatura delle superfici circostanti.
Quando il vetro interno è molto freddo, il corpo perde calore per irraggiamento verso la finestra. È il motivo per cui, vicino a vecchi serramenti, si avverte spesso una sensazione di freddo anche con il riscaldamento acceso a 21 o 22 gradi.
Questo fenomeno porta molte persone ad aumentare ulteriormente la temperatura dell’impianto senza risolvere davvero il problema. Il risultato è un incremento dei consumi energetici accompagnato da un comfort che continua a restare inferiore alle aspettative.
Nelle zone montane o nelle aree umide del VCO, dove la differenza tra temperatura interna ed esterna può essere molto elevata durante l’inverno, questo effetto diventa ancora più evidente.
Non è solo una questione di vetro
Quando si parla di isolamento termico, molti immaginano che tutto dipenda semplicemente dal “doppio vetro”. In realtà, il comportamento di una finestra è determinato da una combinazione di elementi tecnici.
La vetrocamera moderna non è soltanto composta da due lastre di vetro. Entrano in gioco il trattamento basso emissivo, la presenza di gas Argon nell’intercapedine, la distanza tra le lastre, la qualità della canalina e il tipo di telaio utilizzato.
Anche il profilo in PVC ha un ruolo importante. Il numero di camere interne, i rinforzi e la qualità delle guarnizioni influenzano direttamente le prestazioni termiche e acustiche del serramento.
Per questo motivo due finestre apparentemente simili possono avere comportamenti completamente diversi.
Il problema nascosto: condensa e muffa
Le vecchie finestre non disperdono soltanto energia. In molti casi contribuiscono anche alla formazione di condensa e muffa.
Quando la superficie interna del vetro diventa troppo fredda, l’umidità presente nell’aria si trasforma in acqua. È il classico fenomeno della condensa sui vetri durante l’inverno.
Secondo la norma UNI EN ISO 13788, il rischio di condensazione superficiale aumenta quando temperatura e umidità interna raggiungono determinate condizioni. In una casa abitata si produce umidità continuamente: docce, cucina, bucato steso all’interno e semplice presenza delle persone aumentano il vapore presente nell’aria.
Se le superfici fredde non vengono controllate correttamente, il rischio di muffa cresce rapidamente, soprattutto negli angoli delle pareti e vicino ai ponti termici.
Anche il cassonetto può disperdere enormi quantità di energia
Uno degli elementi più sottovalutati nelle abitazioni italiane è il cassonetto dell’avvolgibile. In molti edifici costruiti prima degli anni Novanta, il cassonetto rappresenta uno dei punti più deboli dell’involucro.
Spesso non è isolato, presenta infiltrazioni d’aria e crea un ponte termico continuo sopra la finestra. Anche installando nuovi serramenti, una parte significativa delle dispersioni può continuare a provenire proprio da questa zona.
È uno dei motivi per cui una sostituzione ben progettata dovrebbe considerare l’intero sistema finestra e non soltanto il telaio.
La posa in opera cambia il risultato finale
Anche il miglior serramento può perdere efficacia se installato male.
La zona più delicata è il collegamento tra finestra e muratura. Se il giunto di posa non viene sigillato correttamente, possono comparire infiltrazioni, dispersioni e ponti termici che compromettono le prestazioni reali del serramento.
Negli ultimi anni la posa è diventata sempre più importante anche dal punto di vista normativo. Le moderne tecniche di installazione puntano a garantire continuità dell’isolamento e tenuta all’aria proprio per evitare dispersioni nascoste.
Perché i preventivi possono essere molto diversi
Quando si confrontano più offerte, molte persone guardano soltanto il prezzo finale. In realtà, dietro differenze apparentemente piccole possono esserci configurazioni tecniche molto diverse.
Vetrocamera, canalina termica, ferramenta, qualità del profilo, posa e accessori incidono direttamente sulle prestazioni del serramento. È per questo motivo che due finestre simili per dimensioni possono avere prezzi completamente differenti.
Negli ultimi anni il comportamento dei clienti è cambiato profondamente. Prima si chiedeva un preventivo e si confrontavano offerte locali. Oggi si cercano i dati tecnici, si analizza le informazioni sulle prestazioni e si confronta soluzioni diverse.
Nel settore del PVC questo fenomeno è particolarmente evidente. Gli utenti vogliono capire cosa cambia realmente tra una configurazione base e una più evoluta, soprattutto in termini di isolamento termico, acustico e durata nel tempo.
Per questo motivo stanno diventando sempre più utili pagine che mostrano prezzi reali degli infissi in PVC basati su configurazioni concrete, aiutando il cliente a comprendere quali elementi incidano davvero sul costo finale del serramento.
Quando ha senso sostituire i vecchi serramenti
Non tutte le vecchie finestre devono necessariamente essere cambiate immediatamente. In alcuni casi è sufficiente intervenire su guarnizioni o regolazioni. In altri, però, le prestazioni termiche sono ormai troppo lontane dagli standard attuali per ottenere miglioramenti significativi senza una sostituzione completa.
I segnali più frequenti sono vetri molto freddi in inverno, condensa frequente, difficoltà a mantenere stabile la temperatura interna, spifferi e aumento progressivo dei consumi energetici.
Nel VCO, dove il riscaldamento resta acceso per lunghi periodi durante l’anno, queste differenze possono incidere in modo concreto sul comfort quotidiano e sul costo reale della gestione della casa.
Conclusione
Le vecchie finestre non rappresentano soltanto un elemento estetico datato. In molti edifici esse sono uno dei principali punti di dispersione energetica e influenzano direttamente consumi, comfort interno e qualità dell’ambiente abitativo.
Capire come funzionano realmente i serramenti aiuta a evitare confronti superficiali basati esclusivamente sul prezzo iniziale. Perché il costo reale di una finestra non si misura soltanto al momento dell’acquisto, ma nella quantità di energia che continuerà a disperdere — o a risparmiare — negli anni successivi.
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