Economia - 03 maggio 2026, 07:23

Confcomercio: "Risale l'inflazione, rischi per consumi e crescita"

Secondo i dati analizzati dall'ufficio studi, il il tasso di variazione dei prezzi al consumo alla soglia 3% rappresenta un elemento di preoccupazione

Confcomercio: "Risale l'inflazione, rischi per consumi e crescita"

Il netto aumento dell’inflazione ad aprile, sia in Italia sia in Europa, che avvicina il tasso di variazione dei prezzi al consumo alla soglia 3% rappresenta un elemento di preoccupazione. Le spinte al rialzo degli energetici, che al momento impattano essenzialmente sui prezzi del trasporto e dell’abitazione, rischiano, se protratte, di diffondersi lungo le diverse filiere, soprattutto quelle maggiormente esposte ai costi dell’energia e del trasporto, e comprimere la capacità di spesa delle famiglie e i consumi: così l’ufficio studi Confcommercio sui dati Istat di oggi.

Al momento, però – prosegue la nota - le dinamiche dell’inflazione di fondo, rilevanti anche per le scelte di politica monetaria, restano sostanzialmente in linea con i target della Bce. L’eventuale protrarsi di questa situazione, potrebbe però incidere, nei prossimi mesi, sulle dinamiche di crescita, con il rischio d’interrompere il moderato trend di sviluppo che, come certificato oggi dall’Istat, iniziato nella seconda parte del 2025 è proseguito in tutto il primo trimestre del 2026. Dinamiche che, seppure non eccezionali, segnalavano la possibilità per la nostra economia di tornare ad una crescita prossima se non superiore all’1%. Pur in presenza di un rallentamento, se il conflitto in Medio Oriente si risolverà in tempi brevi la crescita acquisita dello 0,5% renderebbe possibile la realizzazione degli obiettivi indicati dal recente Dfp.

In questo contesto - conclude l’ufficio studi - il rallentamento delle dinamiche occupazionali, rilevato a marzo, genera scarsa preoccupazione in considerazione di un tasso di disoccupazione che si conferma ai minimi storici e di un’occupazione dipendente a tempo indeterminato che rimane stabile. Sotto questo aspetto, in prospettiva di più lungo termine, suscita, invece, più timori l’uscita di una parte della popolazione dal mercato del lavoro, che al momento trova difficoltà ad essere sostituita anche per lo scarso coinvolgimento della componente femminile i cui tassi di partecipazione rimangono ancora decisamente bassi.

Comunicato Stampa - l.b.

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