Sconcerto: così Max Fiumanò, manager di Ossola Cycling Team, sintetizza il sentimento dopo aver letto i tanti messaggi di odio apparsi sui social network alla notizia dell’episodio di investimento volontario ai danni di due ciclisti nel tratto di strada tra Feriolo e Fondotoce. Commenti offensivi e carichi di odio, rivolti non solo alle vittime dell’incidente ma più in generale al mondo del ciclismo. Fiumanò prende posizione contro quella che definisce una deriva inaccettabile.
"Purtroppo la cosa più sconcertante in questi giorni è aver letto messaggi di odio sotto i vari articoli verso i ciclisti – afferma – vedo e leggo molta cattiveria in merito, tanto che stiamo valutando di intraprendere azioni legali verso i leoni da tastiera".
Un’ipotesi, quella di ricorrere alle vie legali, che nasce dalla consapevolezza che certi commenti non sono soltanto opinioni, ma possono configurare reati perseguibili. "Forse non sanno che c’è una legge per la quale si può essere denunciati – prosegue – non ne capisco il motivo di tutta questa cattiveria gratuita".
Fiumanò sottolinea inoltre come il tema della sicurezza stradale non possa essere ridotto a uno scontro tra categorie, né trasformarsi in un pretesto per giustificare violenza o atteggiamenti pericolosi. E porta l’attenzione su un problema quotidiano spesso ignorato.
"Fra l’altro ogni giorno vedo automobilisti al cellulare che addirittura messaggiano, ridono e scherzano mentre guidano – conclude – ma con questo non vengono inseguiti e speronati. Forse un mea culpa da parte di tutti non farebbe male".
Parole che richiamano al rispetto reciproco e alla responsabilità, in un momento in cui l’episodio di Feriolo-Fondotoce riporta al centro una questione sempre più urgente: la convivenza sulla strada e la necessità di abbassare i toni, anche e soprattutto online.





