‘’La signora Simonetta Matone, non la chiamo onorevole perché per essere onorevole dovrebbe avere un comportamento tale, come si permette di dire che brucerebbe la Bandiera della Pace perché è un simbolo di un impegno, di una speranza, di non violenza che dura da decenni’’. É la dura polemica che don Renato Sacco, vice parroco di Villadossola ed esponente di Pax Christi, ha fatto alla trasmissione Rai ‘’Un giorno da pecora’ nei confronti della deputata della Lega, Simonetta Matone che aveva detto ‘’che le bandiere della pace, io le brucerei”.
Un polverone nato sulla partecipazione al corteo organizzato dalla Lega a Milano. “Andrò alla manifestazione della Lega pacificamente – ha detto Matone - ma senza bandiera della pace, quelle bandiere io le brucerei perché sono servite a fare tutt’altro”.
La risposta dura di don Renato Sacco, già coordinatore di Pax Christi e attuale consigliere nazionale, non si è fatta attendere: “Guardi a casa sua, che forse è anche meglio”. Ed ha ricordato l’uso del rosario in “netto contrasto col messaggio evangelico” fatto in diverse occasioni dal segretario leghista Matteo Salvini.
“Innanzitutto – ha risposto don Renato - la bandiera della pace è un simbolo di un impegno, di una speranza, di una lotta non violenta che dura da decenni. Se pensiamo alla Perugia-Assisi o pensiamo anche a quando Papa Francesco è andato all’Arena di Verona qualche anno fa”.
Inoltre ha sottolineato che la bandiera della pace “l’abbiamo sventolata a Sarajevo, a Kabul, in Afghanistan, in Ucraina e Palestina e lei accusa quelli che portano la bandiera della pace di usarla poi per mascherare azioni di criminalità, di pestaggio di poliziotti, di distruzione”.





