La dodicesima edizione della Notte nazionale del liceo classico, tenutasi venerdì 27 marzo al liceo Cavalieri di Verbania, ha confermato ancora una volta il valore di un appuntamento ormai atteso e sentito, capace di coinvolgere studenti, docenti, famiglie e cittadinanza in una serata di autentica partecipazione culturale. Un evento che, da oltre un decennio, unisce i licei classici di tutta Italia nel segno della cultura umanistica, della condivisione e del dialogo tra passato e presente.
Al Cavalieri, la manifestazione ha assunto il volto di una scuola aperta, viva e accogliente, capace di trasformare i propri spazi in luoghi di incontro, riflessione e rappresentazione. Circa duecento persone hanno preso parte alla serata, animata da entusiasmo, musica, teatro, letture, momenti conviviali e da quella particolare energia che nasce quando la scuola diventa comunità.
Dopo l’accoglienza iniziale e un momento di ristoro, il pubblico ha potuto muoversi liberamente tra le aule-laboratorio del liceo, allestite per l’occasione come spazi scenici. Qui si sono susseguiti spettacoli, letture e performance ispirati al mondo antico e alla sua permanente capacità di interrogare il presente: “Calliroe e Cherea” di Caritone, primo romanzo dell’antichità, proposto dalla 3A classico; “Stupri di guerra”, intensa riflessione sul tema della violenza bellica, a cura della 4A classico; “W YHWH!”, a cura della 5A classico; le originali letture di “Joie de livre di notte”, curate dalla 1A classico; “Artemisia: il sangue, l’oro, l’inchiostro”, reading sulla famosa pittrice del ‘600 realizzato da studentesse e studenti della classe 4A classico; e “I nostri Promessi sposi”, a cura della 2A classico.
La Dirigente scolastica, prof.ssa Cinzia Sammartano, ha espresso il proprio ringraziamento a tutti coloro che hanno reso possibile la manifestazione, sottolineando il significato profondo dell’iniziativa: una serata che testimonia non solo l’impegno di studenti e docenti, ma anche la vitalità di un indirizzo di studi che continua a formare intelligenze sensibili, coscienze critiche e cittadini consapevoli.
La professoressa Cecilia Guida, referente della manifestazione, nel presentare al pubblico la serata, ha ricordato come gli studenti siano stati i veri divulgatori della civiltà classica, dimostrando che essa non appartiene a un passato concluso, ma continua a offrire strumenti essenziali per leggere il presente e affrontare la vita con maggiore equilibrio, profondità e consapevolezza. Richiamando il termine latino classicus, la docente ha evocato anche l’immagine del soldato della flotta romana, del classiarius, quasi a suggerire simbolicamente la figura di chi resiste, presidia e attraversa il tempo.
Il professor Michele Rizzi, coordinatore della manifestazione, ha richiamato il senso più profondo dell’iniziativa: quando studenti e insegnanti lavorano insieme attorno a un’idea condivisa, la scuola rivela la sua forza più autentica, trasformando l’impegno quotidiano in un’esperienza significativa e comune. I classici, ha sottolineato, non sono reperti immobili, ma sorgenti ancora vive di significato, capaci di educare al pensiero, alla complessità, al senso del limite e della responsabilità. In questo orizzonte, il riferimento ad Antigone diventa particolarmente eloquente: la giovane eroina sofoclea continua infatti a parlare anche al presente, perché incarna il valore della dignità umana e il dovere verso ciò che è giusto fare, anche quando questo richiede coraggio, coscienza e fedeltà a principi più alti della convenienza.
In un’epoca attraversata da conflitti, paure e smarrimento morale, la cultura classica si conferma così una risorsa viva, capace di formare persone più libere, più consapevoli e più umane.









