Il voto favorevole alla mozione d’ordine dell’ex sindaca Silvia Marchionini e di Patrich Rabaini, il 26 marzo in consiglio comunale, non va interpretato come un “disallineamento” di Massimo Guaschino, Alessandra Chiodoni, Simone Bacchetta e Alessio Baldi dalla maggioranza che sostiene il sindaco, Giandomenico Albertella. Lo precisano i quattro consiglieri in una nota congiunta, “alla luce – scrivono – delle tante voci che si sono levate, in relazione al nostro voto favorevole all’inversione di un ordine del giorno, attinente al futuro dell’ospedale Castelli e della sanità territoriale”.
“Siamo – proseguono –quattro consiglieri di maggioranza che hanno consapevolmente sottoscritto un programma elettorale costruito insieme al candidato sindaco Albertella e quel programma, per noi, resta la stella polare. Detto ciò, calibriamo le nostre azioni sempre nell’interesse della comunità, scevri da condizionamenti od opportunismi personali per il bene di Verbania. Continueremo ad operare dai banchi della maggioranza confrontandoci ed esprimendo le nostre idee all’interno dei gruppi consiliari cui apparteniamo e così faremo continuando a dialogare con la gente. A chi afferma che la sanità è un bene comune, al di sopra di qualsiasi schieramento politico, salvo poi approfittare del nostro voto per imbastire strumentalizzazioni e gridare ad una maggioranza ‘spaccata’, dove invece si è compiuto un esercizio di democrazia, diciamo che siamo persone serie e questi giochi non ci appartengono. Inoltre, vogliamo ricordare la posizione tenuta dall’attuale minoranza quando per 10 anni è stata al governo della città: totale adesione alla creazione di un ospedale unico e alla chiusura del Castelli. Concludiamo dicendo che la politica urlata, l’agire per opportunismo e il processo alle intenzioni che abbiamo registrato in questi giorni non ci piacciono, a maggior ragione quando si parla di sanità e di diritto alla salute, la cosa più importante. La gente vuole risposte, non sterili polemiche per interessi di bottega, e da parte nostra quello che ci interessa è avvicinare, ascoltare e rappresentare la nostra comunità e i suoi bisogno”.
La nota congiunta dei quattro consiglieri, arriva dopo il comunicato con il quale il dottor Giorgio Tigano, loro collega di gruppo, aveva specificato che il suo dissenso era circoscritto alla difesa dei tre ospedali esistenti, incluso il centro ortopedico di quadrante, solo esponente di destra in seno ad un comitato che riunisce esponenti della sinistra radicale. Al Pd, che esultava per le divisioni interne alla maggioranza, Albertella aveva, in sintesi, risposto che la sua è una coalizione “pluralista” non monolitica come il fu Partito Comunista. Anche se, a dire il vero, a tratte le conclusioni che “Albertella non ha più i numeri per governare” non erano stati né il Pd, né Marchionini e Rabaini, ma Forza Italia.