Si consuma sulla sanità il primo strappo all’interno di Verbania Futura, il gruppo consiliare di maggioranza che sostiene il sindaco Giandomenico Albertella. La tensione è emersa sulla mozione d’ordine dell’ex sindaca Silvia Marchionini, che chiedeva di anticipare dal punto 20 al punto 12 dell’ordine del giorno la discussione sui servizi sanitari. Al momento del voto, alla minoranza si sono aggiunti tre consiglieri di maggioranza: Alessio Baldi (delegato ai Giovani), Simone Bacchetta e Alessandra Chiodoni, insieme a Giorgio Tigano e Massimo Guaschino.
In prima battuta, il consigliere Omar Bigotta, collegato da remoto, aveva espresso voto favorevole, ma quando la votazione è stata ripetuta – a causa della parità iniziale 15 a 15, complici due assenze della maggioranza – ha cambiato posizione comunicando il proprio no all’anticipo, dopo alcuni minuti di silenzio dovuti a problemi di connessione. Il suo cambiamento di voto ha suscitato un moto d’ilarità in aula.
Se il voto contrario di Tigano, noto per la sua opposizione all’ospedale unico, e quello di Guaschino, già critico a mezzo stampa, non sorprende, a destare attenzione sono stati i voti contrari di Baldi, Bacchetta e Chiodoni, rivelatori di un dissenso finora mai palesato all’interno della maggioranza.
Esultano le opposizioni: Partito Democratico e Verbania si prende cura. I capigruppo Riccardo Brezza e Simone Martoccia, insieme al segretario cittadino dem Giacomo Molinari, parlano di “maggioranza Albertella in frantumi” e chiedono al sindaco di chiarire se ha ancora i numeri per governare. “Parliamo di sanità – sottolineano – non di un tema secondario. Parliamo di diritto alla cura, del futuro dei servizi e della tenuta del sistema territoriale”.
L’ex sindaca Marchionini evidenzia come inizialmente la mozione avesse ottenuto sei voti favorevoli tra i consiglieri di maggioranza, incluso Bellora da remoto, e fosse quindi vicina all’approvazione. “In un momento di estrema confusione – racconta – il consigliere collegato è improvvisamente ‘scomparso’, rendendo necessario un ricalcolo. Una volta ristabilito il conteggio, il consigliere ha cambiato voto”.
Il ritorno del Consiglio comunale nella sede istituzionale di Palazzo Flaim è stato inoltre penalizzato da un impianto audio difettoso, che ha reso poco udibili gli interventi del sindaco e degli assessori, complicando anche la discussione sulla variazione di bilancio.
Tensioni si sono registrate anche sull’introduzione della figura dell’ispettore ambientale, incaricato di vigilare sul rispetto della Tarip. Secondo le minoranze, le competenze previste sarebbero troppo estese e la formazione di 20 ore settimanali insufficiente. Anche in questo caso, Tigano ha votato con le opposizioni per rinviare la delibera in commissione, senza successo.
Il consigliere ha inoltre criticato l’applicazione della Tarip, citando l’esempio di Reggio Emilia: “Dove è stata introdotta, la tassa puntuale aumenta invece di diminuire, come si vuol far credere. A Verbania e nel Vco, con una raccolta differenziata già al 67%, non c’è alcuna urgenza”.