La Polizia di Stato di Verbania, nello specifico personale della divisione anticrimine della Questura, nel corso di questa settimana ha sottoposto tre persone alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale.
I provvedimenti sono stati adottati dal Tribunale di Torino - Sezione Misure di prevenzione in accoglimento della proposta avanzata dal Questore di Verbania nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti pericolosi socialmente. Due di loro sono risultati gravemente indiziati di reati di codice rosso commessi ai danni delle rispettive compagne e, in un caso, anche dei figli minori, reati per i quali uno di loro è tuttora sottoposto anche a misura cautelare. La durata della misura è stata fissata in due anni e sei mesi che, in caso di mancato consenso all'applicazione del braccialetto elettronico si allungherà fino a tre anni con l'obbligo di presentazione presso un ufficio di polizia cadenza bisettimanale.
Nel terzo caso il provvedimento era già stato adottato nell'anno 2020 in relazione a conclamate e plurime condotte riconducibili a reati in materia di stupefacenti e contro la persona e il patrimonio, ma a causa dello stato detentivo cui l'interessato è stato sottoposto in via continuativa fino al dicembre 2025, non era stato possibile eseguirla. La misura, dopo la rivalutazione della condotta tenuta negli ultimi anni dalla persona, è stata confermata dal Tribunale di Torino.
Tra le prescrizioni previste dalle misure applicate vi è quella relativa al divieto di associarsi alle persone che hanno subito condanne e sono sottoposte a misura di prevenzione; quella relativa al divieto di accedere ai locali pubblici o di pubblico trattenimento tra le ore 18.00 e le ore 21.00 ed al divieto di rincasare la sera dopo le ore 21.00, e non uscire la mattina prima delle ore 7.00. Inoltre, agli indiziati dei reati contro familiari è stato prescritto di non avvicinarsi ai luoghi frequentati dalle parti offese dalle quali dovranno mantenere sempre una distanza di almeno 500 metri.
Infine, sono stati formalmente invitati dal Tribunale a partecipare ad uno specifico percorso di recupero presso enti o associazioni che si occupano di prevenzione, assistenza psicologica e recupero di autori di condotte maltrattanti.





