Attualità - 14 marzo 2026, 08:25

Violenza di genere: quasi 7 milioni di euro al Piemonte per rafforzare la rete di protezione

Nuove risorse per Centri antiviolenza, case rifugio e centri per uomini autori di violenza. L’assessore Chiarelli: "Investiamo su prevenzione, tutela e autonomia delle donne"

Violenza di genere: quasi 7 milioni di euro al Piemonte per rafforzare la rete di protezione

Quasi 7 milioni di euro per rafforzare in Piemonte la rete di prevenzione e contrasto alla violenza di genere. Le nuove risorse, pari a 6,8 milioni di euro, sono state assegnate dal governo con il riparto del Dpcm del 29 dicembre 2025 e saranno destinate al sostegno dei Centri antiviolenza, delle case rifugio, dei Centri per uomini autori di violenza (CUAV) e a diverse azioni di prevenzione.

Nel dettaglio, i fondi prevedono 2,18 milioni di euro per sostenere i Centri antiviolenza e le Case rifugio, 1,78 milioni per le azioni previste dal Piano strategico nazionale contro la violenza maschile sulle donne, 500 mila euro per la realizzazione di nuovi Centri antiviolenza e 1,46 milioni per nuove Case rifugio. A questi si aggiungono 438 mila euro per la formazione degli operatori, 36.500 euro per iniziative di prevenzione delle mutilazioni genitali femminili e 416.465 euro destinati al fondo contro le discriminazioni e la violenza di genere.

In Piemonte operano attualmente 22 Centri antiviolenza e 13 Case rifugio, che nel 2024 hanno preso in carico quasi 4.000 donne, confermando il ruolo centrale della rete territoriale nel supporto e nell’accompagnamento delle vittime verso percorsi di autonomia.

Alle risorse per la rete di protezione si aggiungono inoltre 219 mila euro assegnati alla Regione per rafforzare i percorsi di orientamento e inserimento lavorativo delle donne vittime di violenza. L’obiettivo è favorire l’autonomia economica e il reinserimento nel mondo del lavoro attraverso progetti sviluppati in collaborazione con i Centri antiviolenza e le reti territoriali.

Un ulteriore capitolo riguarda il sostegno ai Centri per uomini autori di violenza (CUAV), considerati strumenti fondamentali nella strategia di prevenzione. Per il 2026 la Regione Piemonte destinerà 518.563 euro ai 17 centri attivi sul territorio, iscritti all’Albo regionale istituito con la legge regionale n.10 del 2024.

Nel 2024 i CUAV piemontesi hanno preso in carico 708 uomini. La distribuzione dei casi varia tra i diversi centri: alcuni, più recenti, hanno seguito meno di 20 persone, mentre altri hanno superato i 100 percorsi di accompagnamento.

Per questo motivo la Regione ha introdotto nuovi criteri di riparto delle risorse: il 60% dei fondi sarà suddiviso in parti uguali tra i 17 centri, circa 18.300 euro ciascuno, per garantire la continuità operativa, mentre il restante 40% sarà distribuito in base al numero di uomini presi in carico nel corso del 2025. Nei prossimi mesi la Regione valuterà anche la possibilità di incrementare ulteriormente le risorse per il 2026, qualora si rendano disponibili economie derivanti da annualità precedenti.

"Il contrasto alla violenza di genere è una priorità assoluta che richiede un impegno costante delle istituzioni e una rete territoriale solida e strutturata", dichiara l’assessore regionale alle Pari opportunità Marina Chiarelli. "Con queste risorse continuiamo a rafforzare il sistema piemontese di protezione e prevenzione, sostenendo concretamente i Centri antiviolenza, le case rifugio e tutti quei servizi che ogni giorno accompagnano le donne in percorsi di uscita dalla violenza e di ricostruzione della propria autonomia".

"Allo stesso tempo – prosegue Chiarelli – riteniamo fondamentale intervenire anche sul versante della prevenzione e della responsabilizzazione degli uomini autori di violenza. I Centri per uomini autori di violenza rappresentano uno strumento importante perché lavorano sulle cause profonde del fenomeno, aiutando gli uomini a riconoscere comportamenti violenti e a intraprendere percorsi di cambiamento. Come Regione Piemonte continueremo a investire su questa rete di servizi, valorizzando il lavoro degli operatori e rafforzando la collaborazione con il territorio, con l’obiettivo di garantire sempre più strumenti di protezione, prevenzione e autonomia per le donne vittime di violenza sole e/o con figli".

Redazione

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