Attualità - 28 febbraio 2026, 19:00

Piana del Toce, quale futuro per cascina De Antonis?

Il dibattito aperto da Italia Nostra Vco: e c'è chi propone di coltivare il tè

Cascina De Antonis a Fondotoce

Cascina De Antonis a Fondotoce

Quale futuro per la cascina De Antonis? A chiederselo è Italia Nostra Vco che sul blog scrive: mentre a pochi metri di distanza, sulla piana del Toce, proseguono i lavori che interessano il campo da golf (e la nuova guest house), sono in molti a chiedersi quale sarà la futura destinazione della cascina che si trova, va ricordato, in una zona di natura alluvionale di questa terra, dove il fiume Toce si fonde con il lago Maggiore. Si tratta in buona sostanza di vecchi edifici agricoli che cadono a pezzi.

“E mentre il mondo corre verso un’agricoltura che fonde scienza e futuro, qui si è scelto silenzio e abbandono da troppo tempo. Per anni la proprietà” avrebbe “inseguito progetti privi di fattibilità”, sostengono gli ambientalisti. C’è, invece, uno studio condotto dalla Compagnia del lago, si apprende da Italia Nostra, che dimostrerebbe che la coltivazione del tè è possibile e redditizia. Così come, altro esempio, quella delle camelie. “L’agricoltura moderna è una scienza esatta. Se la proprietà (della cascina) avesse avuto la visione innovativa di questi floricoltori, la De Antonis oggi ospiterebbe colture d’avanguardia per la trasformazione delle foglie in “oro verde”.

La realtà della Piana è convivere con il fiume; la geografia non può essere ignorata. Le mappe di pericolosità alluvionale parlano chiaro: la piana di Fondotoce non è un’area da edificare, ma a rischio idrogeologico costante. “E in questo senso – si legge nel blog – l’agricoltura di precisione è l’unica attività capace di convivere con il rischio, trasformando una criticità in risorsa per il mantenimento del suolo”.

Alessandro Garavaldi

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