Un’analisi recente di Nursing Up, incrociata con i dati Caritas, mette in luce un quadro allarmante per gli infermieri italiani: salari insufficienti, prospettive di carriera stagnanti e crescente vulnerabilità economica stanno aggravando lo stress e i disturbi legati alla salute mentale tra i professionisti della sanità.
Secondo il rapporto Caritas, nell’ultimo decennio i disturbi depressivi tra le persone prese in carico dai centri di ascolto sono aumentati del 154%, e nell’80% dei casi si associano a difficoltà economiche e precarietà lavorativa. Il fenomeno riguarda anche categorie professionali stabili, come gli infermieri, che registrano una riduzione del potere d’acquisto e un divario significativo rispetto agli stipendi medi dei colleghi europei. In Italia, la retribuzione annua lorda media si attesta tra i 29 e i 32 mila euro, con un netto mensile tra 1.500 e 1.800 euro nei primi anni di carriera, mentre in Germania e Francia supera i 40 mila euro.
Il Survey nazionale Nursing Up evidenzia che oltre il 70% degli infermieri, se potesse tornare indietro, farebbe una scelta diversa. Nel 2024 oltre 20mila professionisti hanno lasciato la sanità pubblica, preferendo la libera professione o l’estero, alla ricerca di maggiore stabilità economica e condizioni lavorative più sostenibili. Turni pesanti, carenza di organico, stress organizzativo e mancata valorizzazione professionale contribuiscono a un crescente burnout.
Negli ultimi anni, inoltre, si registra un calo dell’attrattività dei corsi di laurea in Infermieristica, con le domande di accesso scese da oltre 46 mila nel 2010 a circa 21 mila attuali, a causa della percezione di scarsa competitività dei salari e dei carichi di lavoro elevati.
«Salari e prospettive restano fermi rispetto al costo della vita, mentre la pressione sulla professione cresce – sottolinea De Palma – Servono interventi concreti per rafforzarla, perché senza infermieri non c’è futuro per il nostro SSN». Secondo il sindacato, è necessario un adeguamento salariale coerente con il costo della vita, percorsi di carriera chiari, piano di assunzioni per alleggerire i carichi e strumenti di supporto organizzativo, per rendere la professione attrattiva e garantire la tenuta del sistema sanitario.





