Cronaca - 15 febbraio 2026, 16:05

Truffe su WhatsApp, i raggiri più diffusi: dalla ballerina al pacco bloccato

Dai falsi concorsi alle emergenze familiari, ecco come i criminali ingannano gli utenti e prendono il controllo degli account

Truffe su WhatsApp, i raggiri più diffusi: dalla ballerina al pacco bloccato

Negli ultimi tempi le truffe via WhatsApp si moltiplicano, eppure il meccanismo alla base rimane quasi sempre lo stesso. L’utente riceve un messaggio da un contatto fidato, spesso già presente in rubrica, che contiene un link. Cliccandolo, viene reindirizzato su un portale falso e invitato a inserire il proprio numero di telefono e il codice ricevuto via SMS. In quel momento i truffatori ottengono il controllo dell’account e possono continuare a ingannare altre persone.

Tra i raggiri più diffusi, l’ultima arrivata è la truffa della ballerina: il messaggio invita a votare una giovane per un corso di danza gratuito, accompagnato da un’immagine e da un link ingannevole. Simile è la truffa del nipote o della borsa di studio, in cui un messaggio chiede di supportare un parente in competizione scolastica o universitaria, con l’illusione di aiutare il giovane a vincere un premio educativo.

Non mancano poi le richieste di denaro per emergenze personali, come pagare un dentista, o le truffe romantiche, che sfruttano i sentimenti della vittima dopo aver creato relazioni online su social o WhatsApp. Altre strategie colpiscono genitori e nonni con l’imbroglio del finto incidente o del telefono smarrito, in cui il truffatore si spaccia per un figlio in difficoltà chiedendo bonifici immediati.

Infine, molto diffusa è la truffa del pacco bloccato, che sfrutta la consegna di un ordine atteso per indurre l’utente a inserire dati personali e bancari su un portale fasullo, permettendo ai criminali di ottenere informazioni sensibili e continuare la frode. In tutti questi casi, la chiave per non cadere in inganno è la prudenza: mai cliccare link sospetti, verificare direttamente con il contatto apparente e diffidare da richieste di denaro o dati personali ricevute via messaggio.

a.f.

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