La mostra biografica sulla vita di Amadeo Peter Giannini, fondatore di quella che oggi è la Bank of America, è esposta al pubblico a Villa Simonetta a Verbania fino al 19 febbraio. Ha aperto ieri, venerdì 13 febbraio. Alle 17.00 la presentazione con l’assessore alla cultura Luciano Paretti, il presidente della Compagna delle Opere Insubria Marco Silanos, l’associazione promotrice, e il curatore Marco Castellaneta.
Il titolo della mostra, “Non si può morire per un dollaro. La rivoluzione di Peter Amadeo Giannini”, prende spunto da un’esperienza drammatica del futuro banchiere: il padre agricoltore ucciso da un contadino che reclamava, episodio al quale assistette quando aveva appena 8 anni. “Quell’episodi – spiega Castellaneta – l’avrebbe segnato per tutta la vita. Tutta la sua opera sarebbe stata una risposta precoce a quel dramma vissuto nella prima infanzia. Fare in modo che nessuno più dovesse morire, né tanto meno uccidere, per un dollaro”.
“Già quando lavorava col secondo marito di sua madre, che vendeva attrezzature agli agricoltori – prosegue il racconto – s’accorse che preferivano conservare gli attrezzi, anche se andavano sostituiti. Propose allora al patrigno di anticipare le attrezzature, che poi avrebbero pagato a poco a poco con i raccolti”. Lo stesso principio adottato quando, alla morte del suocero, divenne banchiere per caso subentrando nella banca, una delle proprietà ereditate: “Si accorse che le banche prestavano soldi a chi li aveva già, non a chi ne aveva realmente bisogno. Allora fondò una sua banca, la Bank of Italy, diventata poi Bank of America. Prestava soldi, assumendosi i rischi, quando un progetto lo convinceva. È il caso, ad esempio, del ponte di San Francisco. Nel 1930, quando gli fu presentato il progetto, non chiese garanzie ma domandò: serve alla città? La risposta lo convinse, si assunse il rischio e si fece pagare con le royalty per i passaggi. Fu il primo ad avviare le filiali, perché s’accorse che i poveri non andavano in banca solo per mancanza di mezzi, ma anche perché erano lontane. Bisognava avvicinarle, bisognava che i direttori convincessero i poveri a fidarsi. Dove c’erano colonie d’immigrati, ad esempio, c’era bisogno di qualcuno che parlasse la loro lingua. Quando s’accorse che le donne, nelle piccole imprese a conduzione familiare, tenevano la contabilità, avviò delle filiali solo per donne, con personale femminile, arredate meglio”.
“Qualche emulo odierno di Giannini? – risponde a fine presentazione Castellaneta -. Qualcuno c’è. Ad esempio, quello che abbiamo mostrato nel video a fine presentazione, Andrea Pontremoli, presidente e amministratore delegato di IBM Italia e Dallara automobili. Mi dicono che anche Ennio Doris, fondatore di Mediolanum, fosse un banchiere atipico che aveva a cuore il ruolo sociale del credito”.








