Attualità - 03 febbraio 2026, 14:55

"Dal Verbania Calcio una forzatura, le interlocuzioni erano in corso"

Il sindaco contesta il mancato intervento sulla quarta caldaia a Possaccio e chiarisce sulle diffide agli impianti sportivi. "Accuse infondate, il dialogo era aperto"

"Dal Verbania Calcio una forzatura, le interlocuzioni erano in corso"

Al Verbania Calcio, l’Amministrazione, contesta il mancato intervento sulla quarta caldaia a Possaccio, che la società s’era impegnata a sostituire al momento della sottoscrizione della convenzione nel 2024. Da qui la prima diffida sulle chiusure degli impianti di Possaccio e Renco.

La seconda, relativa alla palestra allo stadio Pedroli riguarda la comunicazione, del Verbania calcio alla società di karate che la utilizza dell’indisponibilità della stessa per la mancata corresponsione dell’affitto (6 euro l’ora) a partire da ieri, lunedì 2 febbraio, “anche se alla società la corresponsione del canone d’affitto non era mai stata fatturata”, rivela il sindaco, Giandomenico Albertella, nella conferenza stampa a Palazzo di città, alla presenza di una folta delegazione guidata dal direttore sportivo, Marco Magni, che non ha risposto alle obiezioni del sindaco, dell’assessore al Patrimonio, Massimo Manzini, e alla spiegazioni dell’ingegnere capo, Noemi Comola.

Lo farà eventualmente il presidente, se lo ritiene, s’è limitato a dichiarare Magni ai giornalisti. L’Amministrazione ha vissuto il comunicato stampa di ieri come una forzatura, quand’erano in corso da mesi interlocuzioni tra l’Avvocatura del Comune e il legale della società, che avrebbero potuto arrivare ad un punto d’incontro senza creare il caso."

L'assessore Manzini ha sottolineato come: “la nostra Avvocatura aveva trasmesso al legale del Verbania calcio le controdeduzioni alle contestazioni sul presunto mancato rispetto delle condizioni pattuite al momento della sottoscrizione della convenzione”. Tra le altre la mancata corresponsione di spese di manutenzione degli impianti per 25 mila euro per le quali, però, obietta Albertella “non ci è mai stata presentata rendicontazione”.

La società, inoltre lamenta la mancata corresponsione degli 80 mila euro annui da parte del Comune. Ma, informa Comola, “nel 2024 li avevamo versati quasi per intero, 78.500. E nel 2025 ne avevamo versati, 22 mila”. Il resto, s’intuisce, sarebbero stati corrisposti a caldaia sostituita. “La chiusura di Renco, però, non ha nessuna relazione con la vicenda della caldaia”, osserva ancora Comola.

Tanto Albertella quanto Manzini hanno commentato le ripercussioni politiche della vicenda. “Siamo stati accusati – dichiara il sindaco – di non avere a cuore l’attività sportiva dei bambini e ragazzi del settore giovanile. Non è vero. Un conto sono le esigenze sociali e di aggregazione del settore giovanile. Altro le esigenze dalla prima squadra e della squadra juniores che riguardano l’attività agonistica”. Manzini ha bollato le accuse a mezzo stampa e social e nel consiglio comunale di ieri come “un’operazione di sciacallaggio politico”.

Redazione

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