I Giovani Democratici del Verbano Cusio Ossola intervengono nel dibattito sul futuro della sanità provinciale, criticando la scelta della Regione Piemonte di localizzare il nuovo ospedale unico a Piedimulera. Una decisione che, pur partendo da un principio condiviso, viene contestata con forza nel metodo e nella sostanza.
"Siamo favorevoli alla realizzazione di un ospedale unico come strumento per rafforzare la sanità pubblica del territorio e superare una frammentazione che negli anni ha prodotto inefficienze" dichiara Simone Martoccia, segretario dei Giovani Democratici del Verbano Cusio Ossola. "Proprio per questo, però, non possiamo condividere la scelta della localizzazione a Piedimulera, né il modo in cui questa decisione è stata assunta".
Secondo Martoccia, la Regione avrebbe presentato la decisione come una scelta tecnica, ma la lettura politica è evidente. "La decisione della Regione Piemonte di individuare Piedimulera è stata presentata come una scelta tecnica e inevitabile, ma è chiaramente una scelta politica, maturata dopo anni di rinvii e all’interno di equilibri di potere del centrodestra, non di un confronto serio e trasparente sui bisogni reali del territorio".
Nel comunicato viene anche richiamato il tema dei ruoli istituzionali e delle dinamiche locali. "I ruoli istituzionali parlano da soli" prosegue Martoccia. "Oggi Giandomenico Albertella è Presidente della Provincia. Prima di lui lo era Alessandro Lana, attuale Sindaco di Piedimulera, che – secondo quanto riportato dagli organi di stampa – continuerà a ricoprire un ruolo negli assetti provinciali". Un passaggio che, secondo i Giovani Democratici, pesa perché "si tratta del Comune che beneficia direttamente della localizzazione dell’ospedale: un intreccio che rende difficile sostenere che la decisione sia stata neutra e puramente tecnica".
Martoccia sottolinea poi le conseguenze territoriali che potrebbero derivare dalla scelta. "Questa scelta penalizza il Verbano e il Cusio, a partire da Verbania, e rischia di allontanare i servizi sanitari dai principali bacini di utenza". Un rischio che, secondo il segretario GD, potrebbe aggravare anche un fenomeno già presente. "Questo significa anche incentivare la mobilità passiva, un problema già grave in Piemonte, con cittadini spinti a cercare risposte sanitarie fuori dal territorio".
Altro punto centrale è quello della medicina territoriale, che viene ritenuta fondamentale per far funzionare davvero il progetto. "A tutto questo si aggiunge l’assenza di una visione sulla medicina territoriale" aggiunge Martoccia. "Un ospedale unico, per funzionare, deve essere inserito in una rete forte di presìdi di prossimità, medici di base, assistenza domiciliare e servizi di salute mentale. Senza questo, anche la migliore struttura rischia di non rispondere ai bisogni quotidiani delle persone".
Nel mirino finisce anche il ruolo del presidente della Provincia. "In questo quadro, Albertella non sta difendendo l’equilibrio complessivo del VCO, ma sta avallando una scelta fatta male, assumendosene la responsabilità politica".
La posizione dei Giovani Democratici si chiude con l’impegno a proseguire la battaglia sul tema. "Continueremo a chiedere trasparenza, correzioni e una vera visione territoriale. Perché essere favorevoli all’ospedale unico non significa accettare qualsiasi scelta, soprattutto quando è sbagliata nel metodo e nella sostanza" conclude Simone Martoccia, segretario dei Giovani Democratici del Verbano Cusio Ossola.





