Sanità - 10 gennaio 2026, 16:22

Lucio Pizzi: "Strategie vecchie e tradimenti nuovi. La salute non può diventare merce di scambio politico"

Il sindaco domese: "Non arretrerò di un millimetro. Il San Biagio e il suo DEA non si toccano"

Lucio Pizzi: "Strategie vecchie e tradimenti nuovi. La salute non può diventare merce di scambio politico"

«Non possiamo accettare la chiusura dell’Ospedale San Biagio e del suo DEA», «difenderò fino in fondo il diritto dei cittadini a cure tempestive» e «Domodossola non merita l’impoverimento economico e sanitario»: sono parole nette quelle con cui il sindaco di Domodossola, Lucio Pizzi, interviene sulla possibile localizzazione del nuovo ospedale del Verbano Cusio Ossola a Piedimulera.

Una presa di posizione dura, che respinge con decisione l’ipotesi di una riorganizzazione sanitaria che penalizzi le due principali città della provincia e che, secondo il primo cittadino, ripropone modelli già bocciati dai cittadini oltre vent’anni fa. «La salute pubblica – avverte Pizzi – non può essere sacrificata a equilibri politici, né mascherata dietro pareri tecnici strumentali».


Di seguito il testo integrale del comunicato del sindaco di Domodossola, Lucio Pizzi.

La notizia dell’individuazione dell’area di Piedimulera come possibile sede di un ospedale unico del VCO impone una reazione chiara e immediata: non possiamo accettare che l’Ospedale San Biagio e il suo DEA, essenziali per la salute dei cittadini e per la vita di Domodossola, vengano chiusi.

Come Sindaco non arretrerò di un millimetro e ribadisco con forza la volontà di difendere il diritto fondamentale dell’accesso tempestivo alle cure, senza dimenticare la tutela dell’indotto economico generato dall’unica grande azienda pubblica: non meritiamo anche la condanna certa all’impoverimento della nostra Città.

Le scelte di riorganizzazione sanitaria non devono penalizzare le due città principali della Provincia, Domodossola e Verbania, né collocarsi al di fuori di esse: non possiamo accettare che un territorio così vasto e articolato rimanga scoperto dai servizi essenziali.

La salute pubblica non può essere sacrificata da vecchie strategie già ampiamente bocciate dai cittadini più di venti anni fa e riproposte oggi da nuovi attori, che pensano di prenderci in giro per garantirsi le carezze dei politici torinesi.

Presentare la soluzione di Piedimulera come “più adatta e immediatamente cantierabile” è una forzatura della realtà, un volo pindarico che non può reggere ad un confronto sia tecnico che politico concreto e attento ai bisogni dei cittadini: per Piedimulera servono procedure urbanistiche, infrastrutturali e autorizzative complesse, comunque non più semplici di quelle che sarebbero necessarie a Domodossola, centro a breve distanza, dotato di servizi e nel quale vi sono le condizioni per realizzare ogni scenario, sia la riqualificazione dell’esistente che quello di una nuova struttura.

Le scelte strategiche sulla sanità non possono essere strumentalmente schermate dietro pareri tecnici e la salute pubblica non può diventare terreno di compensazione tra equilibri dei partiti, convenienze politiche e ambiziosi percorsi personali di chi è disposto persino a tradire la sua città.

Al DEA di Domodossola, che verrebbe certamente chiuso, sono legati per legge servizi fondamentali, la cui perdita non è compensabile in alcun modo: chi dice cose diverse pensa di farci bere favolette per gonzi.

c.s.

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A GENNAIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
SU