BuonGiro - 11 maggio 2024, 08:00

Lo Stelvio saluta il Giro, nel 2025 ci vuole uno slittamento in avanti del calendario

Rischio valanghe, salta la Cima Coppi, Rcs cerca l'alternativa. Tadej cannibalizza la corsa, Ganna si inchina. Le crono scompaginano troppo le carte

Photo credtis: LaPresse

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Il Giro d'Italia non passerà dallo Stelvio. Questa la decisione degli organizzatori che hanno optato per stralciare il transito sulla Cima Coppi. Una doccia gelata, o meglio innevata per la Corsa Rosa visto che il 21 maggio si prospettava una salita mozzafiato dopo la partenza da Livigno. 

Peccato, ma il rischio valanghe è troppo elevato ed è chiaramente giusto non rischiare. Anche in questa edizione però la questione slittamento del Giro di due settimane è più che mai, visto lo stop, d'attualità. Quest'anno però sarebbe stato infattibile. Con il Tour de France e le Olimpiadi che incombono. Il Tour comunque rispetto al 2023 scatta due giorni prima (29 giugno rispetto all'1 luglio) e si conclude due giorni prima (21 luglio invece che 23). Con lo slittamento di 15 giorni la fine della Grand Boucle si attesterebbe al 4 agosto. Infattibile perché i Giochi Olimpici partono il 26 luglio. Calendario quindi più che intasato. Rcs ci potrebbe pensare per il 2025, francesi e Uci permettendo. 

Troppa neve quindi e nonostante gli sforzi non s'ha da fa'. Il piano B è ancora tutto da ufficializzare ma si va verso l'Umbrailpass che diventerà la nuova Cima Coppi, considerato come il versante svizzero dello Stelvio. Spazio poi alla discesa verso la Val Monastero e rientro dal Passo Tubre in Italia. Ritorno poi al percorso originario a Spondigna per concludersi alle pendici del Monte Pana.

Il Giro nel frattempo sembra quasi essere in cassaforte per Pogacar. Nella crono con arrivo a Perugia si è divorato infati tutti gli avversari. Soprattutto Thomas che ha incassato più di 2 minuti di distacco, così come Dani Martinez ( a 1'49'') e O' Connor. Crollato Uijtdebroeks, bene Tiberi e Zana in top ten della generale. 

Ganna è il solito motorino ma quella salita finale e l'altezza e il peso che si porta appresso non l'hanno aiutato, portando così il Cannibale a recuperare secondi buoni per aggiudicarsi la corsa. Chissà come sarebbe finita se ci fosse stato Van Aert.

La corsa contro il tempo la rivedremo fortunatamente sabato 18. E meno male. Come già espresso più volte non le amo particolarmente. Il ciclismo è ok, velocità, ma per quello ci sono i velocisti e i Thomas (Benjamin) di turno, non gare al cronometro che scompigliano troppo e in modo decisivo la classifica. Che la corsa si vinca in salita. Anche se quest'anno anche lì non ci sarebbe storia.

IL COMMENTO TECNICO di Marco Rebagliati:

8° Tappa. La Spoleto - Prati di Tivo di 152 km con ben 3850 metri di dislivello. Dall'Umbria si andrà in Abruzzo con un susseguirsi di salite come la Forca di Cerro, Forca Capistrello, Passo Capannelle e Croce Abbio per poi arrivare all'ultima salita di 14 km che porta all'arrivo di Prati di Tivo. Tappa da 5 stelle corsa dopo la cronometro di ieri che sicuramente sarà rimasta nelle gambe di qualche corridore, quindi potremmo avere delle belle sorprese a fine giornata.

Photo credits: LaPresse

Luciano Parodi

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