Che fine farà la biglietteria della stazione internazionale di Stresa? Il caso, con vasta eco su tutti i media, è scoppiato domenica 11 aprile, quando il sindaco della “Perla del lago Maggiore” Marcella Severino ha lanciato l’sos sui social network. E subito si è scatenato un uragano di commenti e prese di posizione da parte degli iscritti alla pagina Facebook, “Sei di Stresa se”. Per ora, vale sottolinearlo, non c’è ancora nessuna comunicazione ufficiale da parte dei vertici delle Ferrovie dello Stato, ma la situazione questa volta apparirebbe davvero compromessa, tanto è vero che il cartello affisso sul vetro della porta d’ingresso è lapidario: “Dal 26 aprile la biglietteria sarà chiusa”. Per Stresa e il territorio del Vco si tratterebbe di una bruttissima notizia, valutata l’importanza che il sito (comunque via via depotenziato negli anni) riveste per tutta la nostra provincia. Stresa, come noto, è abituale meta di moltissimi turisti stranieri provenienti da ogni parte del pianeta, più di 550 mila presenze annuali, 600 mila visitatori che arrivano per una sola giornata, ma da Stresa prendono il treno -direzione Milano e non soltanto- anche molti pendolari, lavoratori e studenti.
“Se i cartelli hanno un valore – commenta uno stresiano – la biglietteria chiuderà davvero e quel giorno sarà un brutto colpo per tutti. Gli altri punti vendita di Verbania e Arona e la macchina self service presente nel sito, non potranno certo supplire a una così grave perdita. Parliamo di almeno 200 biglietti fatti ogni giorno, con un incasso mensile di 200 mila euro: così si dice”. “Perché – aggiunge e domanda un secondo cittadino – ogni qual volta si vuole depauperare un territorio da un servizio essenziale, la scelta ricade sempre sul Vco? Perché ogni anno si ripresenta lo stesso problema a Stresa?”. Fin qui le dichiarazioni raccolte in loco.
C’è ancora la speranza che i vertici delle Ferrovie dello Stato cambino idea. In fondo è già capitato in passato. Da almeno due anni a questa parte si manifesta l’intenzione di chiudere la biglietteria stresiana. Ma poi è sempre arrivata la retromarcia, a seguito delle pressioni -anche vibranti- esercitate dalle varie istituzioni. Sarà così anche questa volta? Dopo l’allarme che si è rapidamente diffuso in rete, il primo in ordine di tempo a raccogliere l’appello lanciato dal sindaco Severino -che nel frattempo ha fatto sapere di aver scritto all’amministratore delegato di Trenitalia Luigi Corradi- è stato il senatore della Lega Salvini Enrico Montani, che ha preannunciato, come già aveva fatto nel 2020, un’interrogazione al ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Enrico Giovannini. E’ seguita la presa di posizione di un altro esponente della Lega Salvini, il presidente del gruppo in Piemonte Alberto Preioni, che in una nota ha rimarcato come la biglietteria ferroviaria non si riduca “alla semplice stampa e rivendita di titoli di viaggio”, ma sia anche “un utilissimo servizio di informazione, assistenza e supporto ai viaggiatori”. E anche l’onorevole Alberto Gusmeroli si è interessato alla vicenda, così come il Distretto dei laghi. Non resta che aspettare e vedere se il lavoro di squadra porterà o no a risultati concreti. Curioso far notare, nel frattempo, come proprio ieri il direttore di esercizio di Trenord abbia affermato: “Abbiamo treni ad alta tecnologia, ma spesso le stazioni non sono all’altezza”.





