Anche la sezione Vco di Alleanza Verdi e Sinistra interviene nel dibattito sollevato in seguito alla proposta della giunta di Verbania di intitolare il lungolago di Intra a Sergio Ramelli:
“Se la cattiva amministrazione avesse un nome, si chiamerebbe giunta Albertella. Incapace di gestire la città, fallimentare sui lavori pubblici, disastrosa della sanità, patetica sulla gestione dei campi da calcio. Il primo cittadino prova a buttare la palla in tribuna. E per farlo sceglie la via più squallida: la provocazione ideologica e il compiacimento della destra neofascista e reazionaria.
L’intenzione di intitolare parte del lungolago di Intra a Sergio Ramelli non è un'operazione di pacificazione o di condanna della violenza: è una smaccata marchetta politica al neofascismo militante con cui Albertella spavaldamente flirta da tempo. Dagli inchini al nipote del Duce ospitato alla Soms di Intra, assistiamo all'ennesimo, intollerabile tentativo di riscrivere la storia, di sdoganare la retorica dei “camerati” e di ripulire l'immagine di un'ideologia — quella fascista — che ha prodotto solo oppressione, lutto e sventura per questo Paese.
Nessuno nega la tragedia umana delle vittime degli Anni di Piombo. Ma non permetteremo che la memoria di Verbania venga calpestata.
È una vergogna e un insulto inaccettabile pensare di concedere questi spazi proprio sul lungolago di Intra: il luogo simbolo della Festa della Liberazione, il punto esatto da cui partì la tragica marcia dei 43 martiri massacrati dai nazifascisti. Con che coraggio questa amministrazione pensa di accostare la memoria di chi è caduto per la nostra libertà al vittimismo strumentale di chi ancora oggi strizza l'occhio ai carnefici di allora?
Siamo di fronte a un'ipocrisia sconcertante. La stessa giunta che oggi parla ipocritamente di "non violenza" è quella che, come primo atto, ha bocciato senza vergogna la re-intitolazione della scuola "Cadorna" a Gino Strada — uomo di pace e di vita —, sostenendo che non c'entrasse nulla con la città. Oggi invece proni la testa davanti al revisionismo nostrano.
Verbania è e resterà una città antifascista, medaglia d'oro della Resistenza.
Se il sindaco vuole davvero parlare di pace e democrazia, intitoli quel tratto di lungolago a Cleonice Tomasetti, partigiana e martire per la nostra libertà, o a figure educative straordinarie che hanno costruito la nostra comunità come Giulio Cesare Rattazzi, Franco Bozzutto o Gianni Pizzigoni.
Alleanza Verdi e Sinistra non passerà sopra questo scempio. Saremo in prima fila, nelle istituzioni e nelle piazze, a fianco delle associazioni partigiane e di tutta la città democratica per bloccare questo sfregio alla Costituzione e alla memoria collettiva. Il fascismo non è un'opinione, è un crimine: e nei nostri spazi pubblici non c'è posto per alcuna nostalgia”.