Anche il gruppo territoriale del Movimento 5 Stelle del Vco interviene sulla proposta di intitolazione, avanzata dall’amministrazione di Verbania, del lungolago di Intra a Sergio Ramelli. Di seguito la nota.
“In merito alla proposta di intitolare il tratto di lungolago "Passeggiata Sergio Ramelli", esprimiamo la nostra netta contrarietà. Lo facciamo nel pieno rispetto delle diverse sensibilità presenti nella comunità, ma con la ferma convinzione che la toponomastica cittadina richieda equilibrio, responsabilità istituzionale e grande attenzione al contesto. Va precisato che la misura non prevede il cambio di denominazione dell'intera via, bensì l'intitolazione del solo tratto compreso tra l'imbarcadero e Corso Cavallotti. Anche circoscritta a un tronco specifico, però, la scelta non è un mero atto burocratico: è una decisione fortemente simbolica, destinata a definire l'identità civile di uno dei luoghi più rappresentativi della città. La tragica morte di Sergio Ramelli appartiene alla dolorosa storia degli "anni di piombo" e della violenza politica. Il suo sacrificio va ricordato nel quadro di una condanna ferma e inequivocabile di ogni forma di odio e di violenza. Proprio per questo riteniamo che la memoria pubblica non debba limitarsi al ricordo di singole vicende, ma debba orientarsi alla costruzione di valori condivisi, capaci di unire la comunità e di rafforzare i principi su cui si fonda la nostra convivenza civile. Una figura come quella di Ramelli merita di essere sottratta alla contrapposizione politica, non coinvolta in essa.
L'intitolazione di un luogo così rappresentativo come il lungolago di Verbania, dunque, non è un semplice atto amministrativo: è una scelta che parla alle generazioni presenti e future, definendo il volto civile della città e il significato della sua identità collettiva. Un simile spazio deve continuare a essere espressione dei valori di libertà, democrazia, solidarietà e pace che appartengono alla storia più profonda del nostro territorio.
Verbania e il Verbano custodiscono una straordinaria eredità di Resistenza e di impegno civile. Qui uomini e donne scelsero di opporsi alla dittatura nazifascista, pagando in molti casi con la vita il proprio impegno per la libertà. Il sacrificio dei partigiani caduti e dei Martiri di Fondotoce rappresenta una pagina fondamentale della storia cittadina e costituisce una radice morale che ancora oggi orienta il nostro senso di appartenenza. I luoghi pubblici della città, compreso il lungolago, sono da decenni spazi di memoria condivisa: sedi di commemorazioni e momenti istituzionali dedicati a chi ha contribuito alla conquista della libertà e alla nascita della democrazia costituzionale. Modificare questo legame simbolico richiede perciò una riflessione ampia, capace di coinvolgere l'intera cittadinanza. Riteniamo quindi necessario che ogni scelta in materia di intitolazioni cittadine nasca da un percorso partecipato e attento, volto a valorizzare figure e momenti storici capaci di rappresentare tutta la comunità, senza alimentare nuove divisioni. Per sua natura, la toponomastica dovrebbe fondarsi su riferimenti stabili e condivisi nel tempo: una scelta imposta senza un adeguato confronto rischia invece di restare fragile e di prestarsi a nuove contrapposizioni nelle future stagioni amministrative, con l'effetto — che nessuno dovrebbe augurarsi — di alimentare ulteriori divisioni proprio attorno alla memoria di chi ha già pagato un prezzo altissimo. Chiediamo pertanto all'amministrazione comunale di riesaminare la proposta, promuovendo un confronto pubblico fondato sul rispetto reciproco, sulla conoscenza della storia e sulla responsabilità verso il patrimonio democratico lasciato in eredità da chi ha combattuto per la libertà. Perché i luoghi della nostra città non sono soltanto spazi geografici: sono pagine della nostra storia. E la memoria che scegliamo di affidare loro deve continuare a parlare di dignità, coesione e futuro”.