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Studio di un ricercatore di Unito: “Due persone su tre perdono gli anticorpi in sei mesi”

L'analisi dei casi registrati a Cogne, in Valle d'Aosta, offre uno spaccato interessante anche a livello generale sul grado di immunizzazione

covid laboratorio

Uno studio condotto da Fabio Truc, fisico che si occupa di oncologia sperimentale all’Università Parigi XIII, e da Gianpiero Gervino, ricercatore del dipartimento di Fisica dell’Università di Torino, affronta il tema di quanto dura l’immunizzazione di coloro che sono già entrati in contatto con il Covid.

La base di partenza è stato un piccolo centro della Valle d’Aosta (salito agli onori della cronaca quasi vent’anni fa per un fatto di sangue, la tragica morte di un bimbo di tre anni, Samuele Lorenzi, ndr). In sei mesi il 65% degli abitanti di Cogne entrati a contatto con il virus durante la prima ondata hanno perso le difese immunitarie sviluppate e due di loro si sono nuovamente contagiati, in un caso finendo addirittura in terapia intensiva.

Lo studio sulla popolazione del paese ai piedi del Gran Paradiso, voluto dalla stessa Amministrazione di Cogne, offre uno spaccato interessante su quanto dura l’immunizzazione. Nel giugno 2020, su 1.300 cittadini in 850 avevano aderito allo screening: appena 31 erano risultati positivi al test sierologico. Solo cinque avevano avuto sintomi, senza casi gravi. Dal secondo esame svolto a dicembre le difese erano sparite in due casi su tre.

I sintomatici hanno perso gli anticorpi come tutti gli altri. La risposta immunitaria dell’organismo al virus è soggettiva” spiega Truc. Visti i numeri della seconda ondata a Cogne, emerge come sia stato il “lockdown precoce”, scattato il 4 marzo (in anticipo di quasi una settimana rispetto a quello nazionale), a limitare il numero dei contagi in primavera, e non una componente genetica come ipotizzato.

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Pubblicato il 13 Gennaio 2021
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