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Confartigianato propone di coinvolgere bus operator, taxi e ncc: settori fermi al 90%

Caranta: “Un investimento che potrebbe avere benefici straordinari”. Nel comparto lavorano 6.249 imprese artigiane piemontesi

felici confartigianato

Il Piemonte conquista la zona arancione ma poco cambia rispetto alla scuola. Infatti, nonostante la zona arancione preveda il ritorno in presenza dei ragazzi di seconda e terza media, la Regione ha deciso di continuare con la didattica a distanza. Nell’incertezza della situazione legata alle problematiche dei mezzi pubblici, Confartigianato trasporti Piemonte propone il coinvolgimento dei privati nell’offerta di trasporto pubblico dedicato agli studenti.

Il settore mette a disposizione i propri mezzi ad integrazione del trasporto scolastico, anche in vista delle riaperture in presenza previste per gennaio, ed è pronto a programmare con anticipo le azioni da attuare.

In Piemonte le imprese artigiane che lavorano nel comparto trasporti e logistica sono 6.249 così suddivise: 467 autobus operator e servizi turistici, 3.852 trasporto conto terzi, 64 imprese dedicate alla logistica e 1.876 taxi, che danno lavoro a circa 12mila e 500 addetti.

Confartigianato Imprese Piemonte ricorda che il comparto rappresentato da Bus Operator, NCC e tassisti del Piemonte negli ultimi mesi ha registrato un calo di fatturato fino al 90%. Lo smart working, l’assenza di turismo e le varie restrizioni alla mobilità tra Comuni e Regioni, hanno ridotto all’osso il fatturato medio del comparto. Ad esempio, un taxista è passato dalle 10/12 corse giornaliere alle attuali due al giorno.

“È necessario risolvere la questione di trasporto pubblico per evitare quanto avvenuto lo scorso settembre -commenta Aldo Caranta, Presidente autotrasporti Confartigianato Piemonte- Siamo pronti a ripartire domani se ce lo chiedono. I mezzi ci sono, ci serve poco tempo per coordinare gli autisti. Il comparto del trasporto persone con taxi e NCC è allo stremo. Senza aiuti straordinari e senza una visione lungimirante, la categoria non saprà come proiettarsi nel post epidemia”.

“In questo momento di grave difficoltà -conclude Giorgio Felici Presidente Confartigianato Imprese Piemonte- la politica deve essere attenta a valutare la potenzialità di un investimento che potrebbe avere benefici straordinari: una maggiore sicurezza, una migliore conciliazione lavoro famiglia e, infine, dare respiro a tre settori fermi al 90%. Una boccata d’ossigeno a imprese e addetti e un modo per svolgere anche una funzione sociale”.

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Pubblicato il 30 Novembre 2020
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