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Leone: “Ristorazione in ginocchio, basta improvvisare sulle regole e fondi immediati”

Lega: “Le chiusure prolungate e le continue incertezze gettano ombre sul futuro del settore. Dietro i cambi di colore delle regioni ci sono vetrine e botteghe che non si apriranno più”

ristorante

La ristorazione piemontese è in ginocchio, e dopo l’assessore al Commercio Vittoria Poggio anche il gruppo Lega Salvini Piemonte, con il presidente della commissione Commercio Claudio Leone, si schiera a difesa delle oltre 12mila imprese del settore.

“La chiusura dei pubblici esercizi – commenta Leone, imprenditore commerciale prima della sua esperienza politica – ha dato una brusca frenata a tutti i consumi fuori casa, senza tenere conto che le consegne a domicilio e la pratica dell’asporto sono ulteriormente diminuiti a causa della stagione invernale. Inoltre, le chiusure prolungate, le continue incertezze, le serrande abbassate e rialzate con i Dpcm del governo gettano ulteriori ombre sul futuro del settore ristorazione”.

“Come Regione e in Terza commissione – conclude il presidente Claudio Leone – abbiamo cercato di supportare la categoria con misure di emergenza, ma ora Conte deve impegnarsi a erogare ciò che ha promesso nei decreti di novembre e in quelli natalizi, ancora privi di attuazione. Come Lega ci sentiamo di chiedere alla cabina di regia della lotta al Covid di razionalizzare e anticipare quanto possibile le decisioni, perché dietro i cambi di colore delle regioni ci sono vetrine e botteghe che non si apriranno più. Un esempio pratico: vietare ai bar, aperti oggi fino alle 18 con consumo al tavolo in sicurezza, anche la vendita per asporto dopo questo orario è l’ennesimo colpo a un settore che barcolla senza mai riuscire a rialzare la testa tra una decisione e la successiva limitazione”.

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Pubblicato il 13 Gennaio 2021
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