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Chiesto alla Prefettura un adeguamento dei rimborsi per i migranti ospiti in Ossola

Il Consorzio servizi sociali dell'Ossola 'gestisce' una sessantina di stranieri ma i costi sono alti

CISS OSSOLA

Convenzione con la Prefettura per l’accoglienza dei migranti. E’ uno dei tre punti all’ordine del giorno dell’assemblea del Ciss Ossola del 10 dicembre.

Ma nei gironi scorsi, i responsabili del Consorzio Servizi Sociali hanno avuto contatti con la Prefettura per quanto riguarda la gestione dei migranti che, in Ossola, è in capo al Ciss.

La vecchia convenzione  tra Consorzio e Prefettura è scaduta ad aprile e si sta proseguendo in regime di proroga. ‘’Abbiamo chiesto alla Prefettura l’adeguamento delle quote perché riteniamo siano basse – dice Giorgio Vanni, presidente del Ciss Ossola – . Nello stesso tempo dobbiamo registrare che abbiamo molti posti non utilizzati per i quali pagavamo comunque gli affitti. La convenzione prevedeva 110 posti di accoglienza ma la media è oggi di 60 migranti presenti e la Prefettura di paga per 60. La spesa pesa sul nostro bilancio’’

Da qui la decisione di dismettere l’affitto di alcuni alloggi inutilizzati anche perché per disdire l’affitto occorrono 6 mesi di preavviso’’

Per fare un esempio calzante, viste le recenti polemiche, Casa Letizia  di  Domodossola costa al Ciss un affitto annuo di 96 mila euro anno. Non fosse data la disdetta il Ciss avrebbe dovuto pagare la quota per un altro anno. Oltre a Casa Letizia, il Consorzio ha ospiti alla Rosa, a Craveggia e a Villadossola  in frazione Daronzo e allo Sprar (10 posti)

‘’Abbiamo chiesto di aumentare i rimborsi – spiega Vanni – ma per questo occorre il sì del Ministero che stiamo aspettando. I mesi passano e il nostro bilancio è in difficoltà’’.

Per i residenti della struttura della Cappuccina, non ci sarebbero problemi perché verrebbero distribuiti nelle altre case sotto utilizzate. Alcuni ragazzi lavorano a Trontano e la Casa Rosa è più vicina. Altri andranno allo Sprar di Villadossola dove su 10 posti ce ne sono occupati solo 4. Uno migrante lavora a Monte e uno a Oira e quindi la soluzione casa Rosa è più confacente.

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Pubblicato il 22 Novembre 2020
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