Lo chef stellato Bartolucci sulla chiusura del parchetto: “Questione di decoro cittadino, il razzismo non centra nulla”

Domodossola, il divieto ad entrate nell'area verde di piazza Matteotti diventa un caso politico

parchetto stazione domodossola

La chiusura del parco di piazza Matteotti a Domodossola diventa un caso politico. Le opposizioni consiliari vanno all’attacco della giunta Pizzi. Dopo il M5S anche il Pd critica la scelta definendola “ desolante e imbarazzante “.

Chi invece si schiera al fianco del sindaco Pizzi è Giorgio Bartolucci. Lo chef stellato, titolare del vicino ristorante Atelier Eurossola si è intestato la battaglia per evitare gli assembramenti di giovani migranti nel parchetto ma non è l’unico ad aver esplicitato il suo pensiero al Comune. “Ho fatto da collettore delle richieste della zona. Altri operatori economici e residenti la pensano come me. In questo caso la politica non c’entra. Non sono né di destra né di sinistra. Si tratta di semplice decoro per una città che sta tentando a fatica di alzare la testa e di riconvertirsi in ambito turistico. Mi chiedo e chiedo alla città che biglietto da visita è vedere una decina di giovani seduti tutto il giorno su panchine con musica al alto volume“. Bartolucci respinge le accuse razziste piovute da più parti e ricorda i lavoratori stranieri assunti nel suo locale.

“ Non è questione di nazionalità ma di regole che devono essere rispettate “ dice lo chef stellato.

Il titolare del ristorante Eurossola invita i domesi ad andare indietro nel tempo. “Mi chiedo quanti ricordano l’area degradata che era diventata negli anni ‘80 questo parchetto. Era la casa degli eroinomani domesi. Mio padre, insieme ad altra gente, si è battuto a lungo perché questo angolo della città ritornasse vivibile. Io e altri domesi vogliamo che continui ad esserlo anche oggi “ conclude Bartolucci.

di info@ossolanews.it
Pubblicato il 01 Luglio 2020
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