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“Regioni chiuse fino al 15 febbraio, colpo di grazia per turismo e montagna invernale”

Longo Dorni: "Dobbiamo iniziare a pensare al domani e alla ripartenza, gli operatori devono essere coinvolti anche nei progetti futuri”

sci

L’attenzione dei media per gli sviluppi della crisi di Governo rischia di far passare inosservato il provvedimento di chiusura della mobilità tra regioni fino al 15 febbraio, votato dall’ultimo consiglio dei Ministri, ieri 13 gennaio (Comunicato stampa del Consiglio dei Ministri n. 90).

Per il turismo, soprattutto quello della montagna, sono altri 30 giorni di lockdown” – commenta Antonio Longo Dorni, attraverso il gruppo facebook “Turismo, eventi e commercio: come ripartire” che raggruppa 480 operatori del turismo e del commercio del V.C.O.e Novara

Con il solito decreto notturno si dà il colpo di grazia finale in particolare al turismo della montagna, dello sci e anche a tutto l’indotto generato dalle seconde case, indipendentemente dalla riapertura o meno di attività turistiche, sportive, impianti sciistici o altro.

I settori del turismo, dello sport, degli eventi e dello spettacolo, così come bar e ristoranti, pur essendo quelli dove sono stati applicati i protocolli più rigidi, stanno pagando più duramente gli effetti della pandemia sull’economia.

L’appello che parte dal basso è rivolto al Governo e alle Regioni e agli esponenti di tutte le forze politiche, ma anche alle Aziende turistiche locali, a tutte le associazioni del turismo, dello spettacolo e del commercio, perchè si facciano portavoce della situazione, ottenendo interventi concreti, certi e immediati.

“Da una parte c’è l’aspetto economico” – commenta Longo Dorni – “gli indennizzi devono essere adeguati, rivolti a tutti coloro che hanno subito perdite senza gli assurdi paletti dei codici Ateco, utilizzati anche dalla Regione Piemonte, e devono essere basati sul fatturato annuale e non solamente sulle perdite del mese di aprile”.

“Dobbiamo anche iniziare a pensare al domani e alla ripartenza” – aggiunge Longo Dorni – “gli operatori devono essere coinvolti anche nei progetti futuri, per innovare e rilanciare il settore, utilizzando le risorse economiche che saranno stanziate dall’Europa”

“Non dimentichiamo che anche eventi, spettacoli e cultura sono di fatto fermi ormai da 10 mesi” – conclude Longo Dorni – ” dopo il fiasco colossale dei bonus vacanza, rimasti per lo più inutilizzati, il Ministro Franceschini, di fronte all’ennesimo stop per tutto il settore, non trova ricetta migliore che tentare la riapertura dei musei, ma solo nei giorni infrasettimanali”.

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Pubblicato il 14 Gennaio 2021
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