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Sinistra Comune e FdI prendono posizione sulle dichiarazioni di Vanessa Roghi

La scrittrice e autrice di programmi Rai ha definito la città poco rodariana

forum omegna 2

Dopo le polemiche dei giorni scorsi tra Vanessa Roghi, il direttore del Forum Alberto Poletti ed il sindaco Paolo Marchioni su una Omegna a detta della scrittrice ed autrice di programmi Rai poco rodariana, arrivano ulteriori prese di posizione.

“La nostra idea di Omegna -spiega per l’area di sinistra Mimma Moscatiello– è che debba diventare un museo a cielo aperto e che l’arte di Rodari debba essere nelle piazze, nelle strade, nelle vie della città. Il problema non è la valorizzazione di Rodari, ma il come e cosa fare. L’idea di un museo mignon in via Carrobbio che, per come è stato venduto, chi arriva dall’esterno già oggi di aspetta di poter visitare, oltre a non bastare rischia di essere addirittura un boomerang. Quando è nato il Festival Rodari -prosegue Moscatiello- aveva nel premio il suo centro orbitale, ora il problema è alzare ulteriormente la qualità dell’iniziativa culturale che prescinda dal premio. Per esempio, cosa ci fa Ascanio Celestini che legge Rodari a Santa Maria Maggiore e non a Omegna? Notizia dell’ultimo momento -conclude Moscatiello- è la collaborazione con Rai e Topolino: ma qual è l’orizzonte? Quale il fine? Quale il ruolo di Omegna al di là della mera pubblicità? Il rischio è di vedere -conclude l’esponente della sinistra cusiana- un contenitore sfavillante di luci e suoni il cui contenuto, in mancanza di programmazione, venga farcito da toni da sagra paesana che garantiscono un po’ di colore ma non un vero salto di qualità oltre l’orbita provinciale”.

Stizzito il commento del coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia Luigi Songa. “In questi giorni – la sua accusa- stiamo assistendo ad una ridda di dichiarazioni nostalgiche di un mondo (fortunatamente) perduto di un nostalgismo sovietico ormai appartenente ad in altra era geologica. Prima i soliti tentativi di accomunare Rodari al comunismo, poi i convegni nostalgici del PCI che ricordano, giustamente in termini culturali e politici, che Rodari fosse un comunista stalinista, infine le dichiarazioni di una quotata studiosa , nostalgica del Pdiup e di Democrazia Proletaria, che attacca la città di Omegna. Ma quando finiranno -cosi Songa- i tentativi reazionari di accomunare Omegna al Comunismo in nome di Rodari, per cercare solo di accreditarsi un po’ di visibilità e un po’ ( pochino) di consenso politico basato su nostalgie dimenticate del secolo scorso? Se dovessimo ritenere Rodari una risorsa per la città bisognerebbe amare Omegna e usare i suoi figli in maniera apolitica e post ideologica, sennò si torna sempre all’eterna lotta tra rossi e neri finita (almeno storicamente) da tanto tempo.

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Pubblicato il 17 Settembre 2020
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