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L’Unione Montana ricorre contro la sentenza di assoluzione per la vicenda del trasporto turistico

Si trattava di un progetto Interreg gestito dalla vecchia Comunità Valle Ossola

Pullmino Tutipost Unione Montana

Anche l’Unione montana Valli dell’Ossola ha presentato ricorso contro la sentenza penale con cui il Tribunale di Verbania, lo scorso 30 giugno, aveva assolto marito e moglie dall’accusa di peculato. Il ricorso dell’Unione è legato a quello promosso dalla Procura della Repubblica che pure ha fatto appello contro la sentenza di primo grado che aveva assolto gli imputati  ‘’perché il fatto non sussiste’’.

La vicenda, che vede coinvolta una ex dipendente dell’allora Comunità Montana e suo marito,  era nata da un esposto dell’Amministrazione comunale di Druogno – comune che fa parte dell’Unione –  che ipotizzava irregolarità nella gestione del progetto ‘’Tutipost’’, al quale aveva aderito l’allora Comunità Montana Valle Ossola, poi divenuta Unione montana.

Nel luglio 2015, il progetto era stato presentato nelle sale della Comunità Montana, presenti molti ‘attori’ dell’iniziativa. Prevedeva anche la disponibilità di due autobus allestiti  di un sistema multimediale che illustrasse ai turisti il territorio del VCO

Nell’esposto vennero ipotizzate irregolarità nella gestione dell’assegnazione del servizio ad una ditta che poi si era avvalsa del personale della società della quale era amministratore il marito della dipendente della stessa Comunità.

L’Unione Montana Valli dell’Ossola si era costituita parte civile  al processo ‘’per evitare eventuali rivalse per danni erariali causati da funzionari amministrativi o da omesse vigilanze e cautele di dirigenti nella tutela degli interessi pubblici coinvolti nella vicenda’’.

Ora, visto l’appello contro l’assoluzione presentato dalla stessa Procura, anche l’Unione ha deciso di impugnare la sentenza.

 

 

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Pubblicato il 20 Novembre 2020
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