Partire dalla pandemia per il rilancio della montagna: l’esempio della Valle Cannobina

Investire sulle associazioni del territorio per un cambiamento culturale

Orasso vista di cursolo

E’ possibile prendere spunto dall’emergenza pandemia per ragionare del rilancio della montagna? Certo che si, ed è quello che stanno facendo in valle Cannobina. Proposte, idee e spunti di riflessione che vengono portati avanti dall’assessore alla Cultura – e vice sindaco – del Comune di Valle Cannobina, Alberto Bergamaschi. “In questo periodo di pandemia – spiega Bergamaschi – ci stiamo rendendo conto – anche se a dire il vero lo si sapeva già prima – che lo stress della vita moderna nelle aree urbanizzate è ai limiti di sopportazione, e che le conseguenze sulla salute delle persone sono gravi. L’impalcatura tecnologica, organizzativa, economica, su cui si regge la società urbana ha dimostrato tutta la sua fragilità di fronte all’emergenza. La montagna invece viene riscoperta come modello idealizzato per una proposta di cambiamento post emergenza. Il virus ci ha costretti a ripensare il senso vero della vita, ad apprezzare i grandi spazi e l’aria pulita, nonché il benefico apporto della natura e dell’ambiente sano e rispettato al benessere delle persone”. Per questo occorre un cambio di passo. “Occorre un vero cambiamento culturale che anteponga i valori della vita e della salute ad una ormai insensata fiducia in un futuro basato esclusivamente su economia e tecnologia – sottolinea Bergamaschi -. A questo cambiamento le associazioni locali possono dare un contributo importante a vantaggio della comunità perché valorizzano il patrimonio culturale delle nostre valli alpine (ambientale, naturale, storico, artistico, paesaggistico) recuperando e raccontando quei valori e quello stile di vita che oggi appare modello ideale da imitare. Attraverso il restauro di un affresco, o il recupero di un antico mulino, un lavatoio pubblico o un vecchio muretto a secco attorno a cui ruotava la vita del paese, emergono conoscenze tecniche, purtroppo in gran parte perdute, che se riviste in chiave moderna potrebbero suggerire nuovi e modi di vivere e abitare, compatibili con uno sviluppo equilibrato e sostenibile”.

di info@ossolanews.it
Pubblicato il 24 Maggio 2020
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