“La Cura è di casa”, nata per assistere a domicilio e accompagnare anziani, non autosufficienti e non solo, e persone con disabilità, in dieci anni è cresciuta. Ha generato nuove iniziative, aggregato quelle già esistenti e ora sta preparando il futuro.
Lo ha accennato, in chiusura della festa per il decennale al Centro diurno di Verbania, Chiara Fornara, dirigente del Consorzio dei Servizi Sociali del Verbano, che ha coordinato il progetto nei primi dieci anni: «Intendiamo partecipare al bando di Fondazione Cariplo per l'invecchiamento attivo. Per questo, a breve, ci ritroveremo per raccogliere idee e proposte da sottoporre a Giulia Margaroli (commissaria in rappresentanza del Vco, ndr), tramite la Fondazione Comunitaria, qui rappresentata dalla vicepresidente Francesca Zanetta, che in Cariplo e nella Fondazione Comunitaria ha accompagnato questo progetto».
Ma c’è anche da programmare il presente, ha precisato Fornara: «Per il trasporto sociale, la Fondazione ha fatto molto, donando pulmini a diverse associazioni. Non tutte, però, hanno volontari disponibili. Lancio un appello alle associazioni presenti. Se ci sono volontari che non se la sentono di partecipare alle altre attività che svolgiamo, magari ne troviamo alcuni disponibili per il trasporto sociale».
La prima parte del pomeriggio è stata dedicata al bilancio dei primi dieci anni, con gli interventi dei volontari, soprattutto donne, che si sono impegnati in varie attività: incontri culturali, salotti settimanali, centri d’incontro dislocati sul territorio, ginnastica dolce e corsi di ballo.
Tutte iniziative mirate a contrastare la solitudine, «il primo ostacolo da abbattere. La solitudine è il primo passo verso la fragilità, che aggrava i problemi di salute», ha commentato Fornara.
«In questi dieci anni abbiamo fatto passi avanti che non immaginavamo quando siamo partiti», ha sottolineato Francesca Zanetta.
Per ricordare gli inizi del Caffè della Memoria, una delle iniziative nate per rispondere alle esigenze legate al progressivo invecchiamento della popolazione, è intervenuto Vitaliano Moroni, promotore di Vita Vitalis, l’esperienza pilota avviata alla Casa di riposo Lagostina di Omegna. Moroni ha anticipato che l'iniziativa «verrà assorbita dalla Fondazione Comunitaria, perché non è importante chi ha iniziato, ma dare continuità al servizio».
«Oggi ci troviamo a festeggiare un progetto riuscito», ha concluso il presidente del Consorzio dei Servizi Sociali, Aldo Reschigna.
A portare i saluti istituzionali del Comune di Verbania, proprietario della struttura che ospita il Centro diurno e gli uffici del Consorzio, è stata l’assessore alle Politiche sociali Katiuscia Zucco. A rappresentare la Provincia era presente Gabriella Pellizzari. È intervenuto anche il sindaco di Vignone, Giacomo Maurizio Archetti.